Equanimità.
Già il suono sembra calmo.
È una parola che cammina a piedi nudi.
Che respira piano.
Anche quando il gatto non sa se entrare o uscire da casa, ed il capo ti chiama a tutte le ore.
Eppure, questa dell’equanimità è una delle qualità più rivoluzionarie che possiamo coltivare oggi.
In un mondo che corre, che urla, che reagisce a tutto, l’equanimità è come un faro in mezzo alla tempesta perchè ti permette di stare, indipendentemente da ciò che ti accade,
Che cos’è davvero l’equanimità?
Ne parlo anche nel libro, “Chi Si Ferma Si Ritrova“,
e la Treccani la definisce così:
“La qualità di chi è equanime; serenità d’animo, imparzialità nel giudizio.”
Ma l’equanimità non è solo una qualità.
È un modo di stare al mondo.
Nel Buddhismo, è uno dei Quattro Incommensurabili che si sviluppano invebitabilmente con la pratica meditativa insieme a compassione, amorevole gentilezza e gioia empatica.
è quindi qualcosa che accade, non che cerchi.
Nello Stoicismo, Marco Aurelio la chiamava atarassia:
quella pace profonda che nasce dal non farsi travolgere dagli eventi.
In entrambe le tradizioni — Oriente e Occidente —
l’equanimità è vista come una forma di libertà:
- Libertà di sentire… senza farsi dominare.
- Libertà di osservare… senza reagire subito.
- Libertà di scegliere… anche quando tutto urla.
La metafora delle onde sull’equanimità
Immagina di essere su una barca.
Il mare è agitato. Il cielo è scuro. Le onde minacciano di rovesciarti.
La tentazione è quella di mollare il timone,
scappare sotto coperta, rannicchiarti con un peluche e sperare che passi.
Ma se molli il timone, la barca va dove vogliono le onde.
Non dove vuoi tu.
L’equanimità è il gesto silenzioso di restare al timone.
Anche se hai paura.
Anche se le mani tremano.
Non elimina la tempesta.
Ma ti dà un punto fermo per attraversarla.
E magari, quando tutto si calma,
sei ancora lì, in piedi,
con un tè caldo in mano e un sorriso mezzo stropicciato…
a raccontare come hai imparato a non farti portare via.
Cosa dice la Scienza Rispetto all’Equanimità
La neuroscienza della meditazione oggi ci dice che l’equanimità si può allenare.
Non è un dono mistico. È neuroplasticità applicata.
Pratiche come la meditazione rafforzano l’attività della corteccia prefrontale,
l’area del cervello che regola impulsi, visione d’insieme, autocontrollo.
E riducono l’attivazione dell’amigdala,
quella che suona l’allarme ogni volta che qualcosa ci minaccia… anche solo una mail scritta male.
Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology ha mostrato che le persone con alta equanimità:
- si stressano meno,
- recuperano più in fretta,
- e soprattutto… prendono decisioni più lucide.
In psicologia, tutto questo si chiama regolazione emotiva.
Ed è una delle chiavi della resilienza.
Equanimità non è non sentire nulla
No.
L’equanimità non è indifferenza.
È l’esatto opposto.
È sentire tutto…
ma non essere tutto quello che senti.
È come essere seduti al centro di una rotonda a guardare il traffico:
pensieri, emozioni, giudizi, ansie… tutto passa.
Ma tu non insegui ogni clacson.
Non ti butti dietro ogni sirena.
Resti lì.
Presente. Testimone. Intero.
Da dove si comincia per sviluppare l’Equanimità
Si comincia da piccoli gesti. Quotidiani. Umani.
Innanzittutto grazie ad una pratica costante anche di pochi minuti di meditazione (nel libro e sui vari contenuti gratuiti ti spiego come, passo passo)
Ma puoi già da subito iniziare a seminarla
- Fai una pausa prima di rispondere a una provocazione.
- Respira prima di dire quella frase che sai già che poi ti pentirai.
- Tieni un diario delle reazioni automatiche.
- Chiediti: posso stare con questo, senza scappare subito?
Non servono eremi.
Serve costanza e cura.
Perché l’equanimità è come una pianta.
Non urla.
Ma se la annaffi ogni giorno… cresce.
E diventa una radice profonda, che ti tiene fermo anche quando il vento soffia forte.
Che cosa succede se, anche solo per un giorno,
scegli di non reagire subito?
Ma di stare.
Respirare.
Ascoltare.
E scegliere con consapevolezza?
Magari non cambierà tutto…
ma potresti accorgerti che, anche nel mezzo della tempesta…
c’è un punto fermo dentro di te che non si è mai mosso.
E si chiama:
equanimità.
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15 risposte
Ciao Luca,
per la tua disponibilità, effettivamente questa parola equanimità non la conosco perchè non la sento parlando con amici o altro…
ben venga questa nuova info. Anche perchè il significato ha un grande valore , spiegato molto bene..
Grazie ….buona vita
Grazie di cuore a te Elide e al prossimo lunedì 😉
Grazie Luca per essere dono di consapevolezza, molto bello sia ascoltarti che leggerti, hai reso molto chiaro e comprensibile il significato della parola equanimità. Mi hai fatto riflettere e riaffiorare questo stato d’animo non sempre facile da sostenere. Un abbraccio, grazie. ❤️
Grazie Luca delle tue lettere che risuonano dentro di me fortificando la mia parte migliore. Grazie!
Ne sono feeeelicissimo ❤️
In un momento di forte tensione e congestione di pensieri, un tocco leggero all’animo ha calmato il mio cuore e con chiarezza ha diretto i miei intenti.
Infinite Grazie di cuore 💜
Che meraviglia, questa iniziativa nasce proprio per questo ❤️
Volevo riflettere sull’ultima parte del tuo scritto, quando specifichi che equanimità non è indifferenza , ma accettazione e comprensione di ciò che nella vita ci accade. Per mia indole ho adottato questa modalità di esamina e lucidità nei momenti perigliosi della vita e ho faticato per calmare le emozioni e mantenere l’equilibrio , avendo relazioni con persone molto reattive. È stata una necessità, una strategia di sopravvivenza per mantenere la barca in equilibrio e riprendere la giusta direzione. Però dopo tanto lavoro e impegno per raggiungere questo stato, a volte mi sento come anestetizzata , mi spiego meglio, mi sembra di vivere tutto con una certa distanza e temo, quando si tratta di emozioni positive, di perdermi qualcosa, come se non riuscissi più a provare pienamente le emozioni belle. Certamente questo stato mi permette di proteggermi dalle emozioni negative che in egual modo vivo più moderatamente seppur mi colpisca no nel profondo. Grata per la tua generosa disponibilità nel farti dono di competenze e di esperienze per essere utile a chi ti ascolta.
Antonella
Grazie Antonella per questa testimonianza ❤️ Nella mia esperienza, poi ognuno ha la sua e il suo vissuto, la paura di perdere anche l’intensità delle emozioni belle la si può superare con la presenza. coltivando cioè l’intensità di ogni momento vivendolo appieno e con uno sguardo di meraviglia, come Daniel stesso spesso ci ricorda 🙏
Ho 70 anni ed ho raggiunto una Profonda “FORMA di Accettazione e Comprensione” che mi permette di VIVERE ogni Momento con SAGGEZZA E COMPASSIONE senza Giudicare……..
NON SAPEVO FINO A QUESTA MATTINA: SI CHIAMASSE
“EQUANIMITA”‘ AUGURO A TUTTI DI RAGGIUNGERE QUESTO STATO DI PACE E SERENITA’ NONOSTANTE I TANTI PROBLEMI CHE OGNI GIORNO CI “ACCOMPAGNANO”
🙏🙏🙏🙏
Buongiorno Luca☕️
Ti ringrazio infinitamente, nulla viene per caso, la tua mail stamattina e’un piacere leggerla.
Non conoscevo questo termine, ma questa modalita’ la sto applicando da qlc tempo per evitare appunto di essere travolta dalle onde e poter ballare insieme alla tempesta, nn e’ sempre semplice ma c’e’ bisogno di centratura.
Se fai eventi su Roma, ti seguo volentieri.
Ascolto volentieri il tuo audio, ti seguo con interesse e piacere.
Una buona giornata 🙏
Simona🌷
Eccome, la centratura è un’arma importantissima. Grazie per la tua presenza Simona e buona settimana 🙏
Grazie mille per questo spunto a riflettere sull’ equanimità…da persona fortemente emotiva spesso vengo travolta dalle onde perdendo di vista la barca e la risolutezza di tenere in mano con lucidità il timone!!!Grazie mille per avermi fatto presente questo aspetto di me!
Di cuore, grazie a te Camilla 🙏