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Meditazione: facile a dirsi, difficile a… pensare?
Ti hanno detto – o ti sei convinto – che per meditare servono ore di tempo, mantra segreti e concentrazione da monaco tibetano?
Forse ci hai provato.
Hai chiuso gli occhi, hai fatto un bel respiro profondo… e dopo tre secondi ti sei ritrovato nel Carnevale di Rio:
pensieri che sfilano, la mente a mille, la lista della spesa, la lite con l’ex, il contratto della luce da disdire…
E poi, la domanda esistenziale:
“Ma i pinguini… hanno le ginocchia?”
Benvenuto: sei esattamente dove dovresti essere.
La meditazione non è riservata ai guru. È per tutti. Anche (soprattutto) per chi ha una mente che non sta mai ferma.
Cos’è davvero la meditazione (In breve)?
La meditazione non è chiudere gli occhi e zittire i pensieri.
Non è “non pensare”. Non è una gara di spiritualità.
Nel suo significato più profondo, la meditazione è uno stato di coscienza.
Uno spazio mentale e percettivo in cui ti accorgi di ciò che accade dentro e fuori di te, senza giudicarlo.
È come uscire dal pilota automatico e tornare a casa.
E per accedervi come ripeto più volte nel libro Chi Si Ferma Si Ritrova non servono tecniche segrete o incensi da boutique.
Serve solo una cosa: praticare, in modo semplice e costante.
Pratica meditativa: la palestra della mente
Chiamiamo “pratica meditativa” tutto ciò che ti allena ad arrivare a quello stato di coscienza.
È un veicolo. Un ponte. Un’abitudine. E funziona.
“Meditare non toglie tempo alla vita. Te lo restituisce.”
I benefici della meditazione (secondo la scienza)
La meditazione non è new age. È neuroscienza.
🧠 Secondo oltre 40.000 studi scientifici:
- Riduce stress e ansia
- Migliora la concentrazione e l’attenzione
- Rafforza la resilienza emotiva
- Aumenta l’empatia e la consapevolezza
- Protegge il cervello dall’invecchiamento (effetto sui telomeri)
- Aiuta nel trattamento di insonnia, infiammazione cronica e iperattività
- Aumenta il benessere soggettivo
Ma il vero beneficio è più semplice:
ti fa sentire più lucido, presente e connesso a te stesso.
Meditazione: ci sono effetti negativi?
Sì, anche la meditazione – per quanto benefica – non è sempre neutra o innocua.
È uno strumento potente. E come tutti gli strumenti potenti, va maneggiata con consapevolezza.
È un po’ come l’acqua.
L’acqua in sé non è negativa:
è vita, è guarigione.
Ma se ne bevi 8 litri in un’ora… rischi un’intossicazione.
Lo stesso vale per la meditazione.
La meditazione non è il problema. Il problema è quando viene praticata in modo eccessivo, sbilanciato o senza guida.
Nel mio libro Chi Si Ferma Si Ritrova ho sentito la responsabilità di affrontare anche questo lato meno raccontato, ma fondamentale.
Perché è importante sapere che:
- può riattivare emozioni represse o traumi profondi, se non si è pronti a contenerli
- può generare ansia, dissociazione o confusione, soprattutto in persone già fragili psicologicamente
- se affrontata con aspettative eccessive, può portare a frustrazione o senso di fallimento
- non è una terapia, né sostituisce un percorso psicologico
È per questo che, se hai un trascorso psicologico importante (disturbi d’ansia, depressione, traumi, dissociazione), è fondamentale praticare sotto la guida di un esperto, che conosca sia la mente che la meditazione.
Ma c’è una buona notizia.
Sotto i 15 minuti al giorno, e soprattutto se la pratica è graduale, semplice e orientata alla presenza (non alla performance), ci troviamo in una fascia protetta.
Una zona sicura dove il rischio di effetti collaterali è bassissimo e i benefici sono già reali.
Per questo nel mio approccio – e nella Sfida dei 5 minuti – preferisco partire da pratiche brevi, quotidiane, sostenibili.
Perché la meditazione è come un farmaco: non conta solo quanto è potente, ma il dosaggio.
Meditazione per principianti: da dove iniziare?
Parti da qui.
Il metodo più semplice che consiglio – anche nel mio libro Chi Si Ferma Si Ritrova – è la Sfida dei 5 Minuti:
5 passi per iniziare subito a meditare:
- Siediti comodo (su una sedia o a gambe incrociate)
- Spina dritta, occhi chiusi o socchiusi
- Porta l’attenzione al respiro: l’aria che entra ed esce dalle narici
- Se arrivano pensieri (e arriveranno), nota che ci sei finito dentro e torna al respiro
- Chiudi con un piccolo ringraziamento
Semplice? Sì.
Facile? Non sempre.
Potente? Da morire.
A tua disposizione inoltre
- La Sfida Gratuita dei 5 Minuti (percorso di 7 giorni insieme) clicca qui >
- Il libro Chi Si Ferma Si Ritrova edito da Bur Rizzoli
“Ma non ho tempo per meditare…”
Lo capisco. Anch’io, all’inizio, pensavo di non potermi permettere 30 minuti di meditazione al giorno.
Poi ho capito: non è questione di tempo. È questione di priorità.
Anche 3 minuti possono fare la differenza, se fatti con presenza.
Il cervello pop-corn e il problema della concentrazione
Secondo gli studi della prof. Gloria Mark (UC Irvine), oggi riusciamo a concentrarci su un’attività per soli 47 secondi.
Nel 2004 erano 2,5 minuti.
E ogni interruzione ci costa stress, fatica e frammentazione mentale.
Viviamo in uno stato di cervello pop-corn:
saltiamo da un pensiero all’altro come chicchi in una pentola bollente.
Il risultato? Sovraccarico, ansia e perdita di lucidità.
Meditare è mettere il cervello a dieta. È una disintossicazione dalla distrazione.
E se invece fosse tutto più semplice?
Siamo bravissimi a complicarci la vita.
A riempirla di tecniche, corsi, informazioni…
Ma la meditazione è proprio il contrario: spogliare, non aggiungere.
Lascia andare il bisogno di farla “bene”.
Togli l’idea che devi diventare “più spirituale”.
Siediti. Respira. Ascolta.
Quando inizi a meditare tutti i giorni…
…qualcosa cambia.
Non subito. Non in modo spettacolare.
Ma ti accorgi che:
- non ti fai travolgere da ogni emozione
- respiri un po’ meglio
- ascolti più profondamente
- reagisci meno, scegli di più
- ti riconnetti a qualcosa di vero
E poi ti chiedi:
“Perché non l’ho fatto prima?”




Una risposta
Grazie per questo articolo molto interessante e che ho letto con molto piacere riconoscendomi in molti tratti…
Pratico la meditazione da quasi un anno ed ho ricavato il “suo tempo” la mattina presto. Cerco di essere costante tutti i giorni ma qualche volta non riesco. Dopo la meditazione faccio una breve pratica Yoga e Pranayama. Non tutti i giorni riesco a completare tutto. Faccio quello che posso alzandomi alle 05:25 ogni mattina.
Sono arrivata, con molta gradualità, a meditare 30 minuti la mattina e 15 la sera.
Ho un mantra personale: il suono del mio respiro scandito dai battiti del cuore. Nel mio respiro ci sono le parole di un mantra che è la mia preghiera giornaliera e che cerco di ripete anche durante il giorno (cercando dei momenti di consapevolezza anche durante il lavoro).
Nonostante questo, trovo molta difficoltà ad acquetare la mente con i suoi diecimila pensieri che si accavallano l’uno con l’altro. Cerco di lasciarli passare come se non fossero miei ma, a volte, sono molto più forti e furbi ed attendono il momento propizio per scatenarsi nuovamente. Ed ogni volta è come ricomnicare di nuovo a ricercare la consapevolezza di “non essere” i miei pensieri e le mie limitazioni…
Eppure, nella mia “meditazione imperfetta”, ho “incontrato” una Voce che mi insegna e mi guida.
Per me, personalmente, lo scopo della meditazione è unirmi a quella Voce e dissolvermi nel Tutto sentendo tutto in me e me stessa in ogni cosa che mi circonda.
Grazie,
Porzia