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Viviamo sempre più disconnessi dal nostro corpo.
Non ti è mai capitato, ad esempio, di uscire per fare due passi… e passare quel tempo a pensare al lavoro, alle cose in sospeso, a tutto quello che “dovresti” fare?
E qui accade un’equazione naturale:
più la mente si riempie, più il passo accelera.
Più il passo accelera, più la mente si agita.
È un circolo vizioso senza fine.
E finisce che quella che doveva essere una passeggiata rilassante diventa – senza neppure accorgertene – una gara di resistenza.
Il tema di oggi ci porta proprio qui:
a riconnettere corpo e mente, uscendo dal pilota automatico grazie a una pratica millenaria:
la meditazione camminata.
E attenzione:
non è una moda, non è un “trucco zen”, ma una pratica che esiste da millenni.
In questo articolo vedremo:
- cos’è la meditazione camminata,
- perché vale la pena portarla nella tua vita,
- come praticarla passo dopo passo,
- consigli pratici e risposte alle domande più frequenti.
La meditazione camminata non è una moda new-age
Già il Buddha, più di 2.500 anni fa, aveva riconosciuto quattro posizioni fondamentali per meditare:
- in piedi
- seduti
- sdraiati
- camminando
E diceva:
“Un monaco, quando cammina, sa che sta camminando; quando sta in piedi, sa che sta in piedi; quando siede, sa che siede; quando è disteso, sa che è disteso. E così conosce ogni postura del corpo come essa è.”
Un insegnamento semplice ma rivoluzionario, soprattutto in un’epoca come la nostra in cui non riusciamo più a fare una cosa alla volta.
Mentre mangiamo, guardiamo il cellulare.
Mentre camminiamo, ascoltiamo podcast, leggiamo notizie, ripassiamo la lista di cose da fare.
Non siamo mai completamente presenti.
La meditazione camminata va in controtendenza rispetto a quello che la società ci spinge a fare: essere iperveloci, iperproduttivi, multitasking.
Non a caso, la prima volta che l’ho provata ho avuto un rifiuto totale.
Finché un giorno, osservando un gatto in un momento caotico della mia vita, ho visto la sua presenza totale in quel camminare.
Mi è tornata in mente una frase di Thich Nhat Hanh:
“Il miracolo non è camminare sulle acque, ma camminare sulla terra verde, nel momento presente, e apprezzare la bellezza e la pace che sono disponibili ora.”
Quel gatto mi ha insegnato più di tante parole
Perché vale la pena provare la meditazione camminata
Per molto tempo l’ho sottovalutata, finché – praticandola seriamente in un monastero con il maestro Mario Thanavaro – ho capito la sua potenza.
Sì, la meditazione camminata:
- riduce stress e ansia,
- aiuta a interrompere i pensieri ripetitivi,
- migliora l’umore e la concentrazione.
Uno studio del 2020 ha dimostrato che aumenta l’attività delle aree cerebrali legate all’attenzione e riduce l’attività della default mode network, la rete del rimuginio mentale.
Ma per me il beneficio più grande è un altro:
la presenza.
Quella sensazione di essere completamente lì, come quando cammino nel bosco dopo un giorno di pioggia e devo fare attenzione a non pestare le lumache.
Ogni passo diventa un atto consapevole.
Non puoi permetterti di pensare ad altro, perché ogni distrazione può costare caro.
La meditazione camminata ti permette di portare la pratica fuori dal cuscino e dentro la vita di tutti i giorni
Essere presenti: un atto di libertà
Perché è così importante allenarci a essere presenti?
Perché il non essere presenti è la radice di tanta sofferenza.
La mente ama viaggiare:
- nel passato, con rimpianti e sensi di colpa,
- nel futuro, con ansie e aspettative.
Ma così ci perdiamo l’unico tempo reale che abbiamo:
adesso.
Nel linguaggio buddhista, questa cecità si chiama ignoranza: non vedere ciò che accade mentre accade.
Allenare la presenza è un atto di libertà:
vedere la realtà per quella che è, senza aggiungere strati di giudizi, paure o storie mentali.
Ne parlavamo anche in questo video della presenza https://youtu.be/Z-9Gbu625DA >
Come si pratica: la guida passo-passo
La meditazione camminata può sembrare semplice, ma è potente.
Ecco le tre fasi fondamentali:
preparazione, esecuzione, chiusura.
E se vuoi te le spiego e te le faccio vedere tramite quest’altro video https://youtu.be/iR6h8XnoTsw
1. Preparazione
- Alzati in piedi e percepisci il tuo corpo.
- Piega leggermente le ginocchia, come in un piccolo sali e scendi.
- Sincronizza il movimento con il respiro:
- quando sali, inspira
- quando scendi, espira
Ripeti per qualche respiro.
Poi sposta il peso su una gamba e solleva lentamente l’altra, come una gru.
Inverti il movimento.
Questo esercizio radica il corpo e prepara la mente.
2. Esecuzione
- Postura: rilassata e morbida.
- Mani: dove ti è più naturale (davanti, dietro, sui fianchi). I monaci le tengono sull’addome perché aiuta la presenza.
- Sguardo: morbido, 2–3 metri davanti a te.
Cammina lentamente, portando attenzione:
- al tallone che tocca il pavimento,
- alla pianta del piede che aderisce,
- alle dita che spingono per il passo successivo.
Se fai fatica a sentire le sensazioni, puoi:
- immaginare di lasciare un’impronta di luce a ogni passo,
- portare attenzione al suono dei piedi sul pavimento.
Ogni volta che ti distrai, torna con gentilezza.
3. Chiusura
Fermati un istante e porta gratitudine:
- al corpo,
- alla terra su cui cammini,
- alla vita che ti sostiene.
Questa semplice gratitudine rilascia dopamina e serotonina, rendendo la pratica più gratificante e naturale.
Consigli pratici e domande frequenti sulla Meditazione Camminata
- Dove farla: inizia in un luogo isolato (anche un corridoio di casa di 5 metri). Poi portala nella vita quotidiana: mentre vai al lavoro, fai la spesa, cammini al parco.
- Distrazioni: sono naturali. Quando accadono, sorridi e torna al respiro e ai passi.
- Rigidità: all’inizio ci si sente un po’ “soldatini”. Lascia che il corpo diventi morbido e rilassato.
- Velocità: parti lentamente, poi aumenta il passo quando riesci a mantenere la presenza anche a ritmo più sostenuto.
- Imprevisti: se qualcuno ti guarda strano o ti interrompe, fa parte della pratica. Porta gentilezza e poi ricomincia.
E se durante la pratica ti passa davanti una persona che ti fa sorridere… fermati, ammira, ringrazia. Anche questo è meditazione.
Porta la meditazione nella tua vita quotidiana
La meditazione camminata non è qualcosa da “aggiungere” alla tua lista di cose da fare.
È un modo di abitare la vita.
Ogni passo può diventare un ritorno a casa.
Ogni passo un atto d’amore verso di te.
Prova.
E fammi sapere com’è andata: scrivimi nei commenti, raccontami come ti sei sentito o se ci sono dubbi e curiosità.
Grazie per questo tempo passato insieme.
E grazie per la possibilità di camminare nella bellezza.
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Chi Si Ferma Si Ritrova: Il metodo semplice e divertente per meditare dai 3 ai 13 minuti al giorno e non diventare un guru
“Geometrico”, che ringrazio, nelle recensioni scrive:
“Sono a circa metà libro, ma è abbastanza per dare un giudizio, in questo caso molto buono. È scritto senza essere “pesante”; ci sono spiegazioni e argomentazioni interessanti e non banali. Non ultima la community e i video di supporto e anche le utilità proposte alla fine. Avevo provato a prendere altri testi ma senza proseguire oltre le prime pagine: questo libro (di Luca Gonzatto) è nettamente il più utile che ho preso.“




Una risposta
Grazie per questo bellissimo insegnamento della meditazione camminata. È spiegato tutto benissimo e l’ho già provata in casa.
Grazie, sempre 🙏❤️