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Nietzsche (per gli amici Nice) diceva che,
“Chi ha un perché per cui vivere può sopportare quasi ogni come.”
Questa frase ci mette subito davanti a una verità che scuote:
senza un perché, ogni fatica diventa insopportabile.
Ma come si trova questo perché e perchè è così importante?
Prima di rispondere a queste domande, anche se a dirti il vero non vorrei rispondere , quanto piuttosto lasciare che questi semini maturino un viaggio dentro di te,
ti invito a far silenzio ed osservare, perchè c’è una differenza oserei dire abissale tra:
- un obiettivo che nasce da una spinta esterna, o che facciamo per conseguire qualcosa;
- ed un’intenzione che nasce da dentro di noi.
Mi voglio spiegare megli:
La differenza tra obiettivi ed intenzioni autentiche
Nel primo caso -cioè raggiungere degli obiettivi che nascono da una spinta esterna-
ci portano a rincorrere qualcosa che ci regala una scarica di piacere momentanea, ma poi ci lascia con quella sensazione di vuoto.
È un po’ come divorare una vaschetta di gelato dopo una giornata stressante:
mentre lo fai, è pura felicità al gusto di cioccolato, ma poi ti ritrovi con un cucchiaio in mano, la vaschetta vuota e i sensi di colpa che fanno a pugni con i picchi di insulina.
Nel secondo caso, invece, quando segui un’intenzione che nasce dal cuore, senti un’energia completamente diversa.
È come quando ti dedichi finalmente a quel progetto che ti appassiona da sempre: dipingere, imparare uno strumento, o avviare la tua attività.
Ogni passo, anche il più impegnativo, ti riempie di entusiasmo.
Non ti pesa il tempo che ci metti, perché senti che stai costruendo qualcosa di autentico, e ogni piccolo progresso è come una scintilla che alimenta il fuoco dentro di te 🔥
Per me ad esempio la scrittura del libro Chi Si Ferma Si Ritrova è stato esattamente questo:
Nonostante il lavoro mi richiedesse molta presenza, molta costanza, molte responsabilità,
Comunque trovavo il modo di scrivere la notte, talvolta vedendo il sole nascere, la mattina presto e le festività.
Eppure in questo non mi sentivo scarico ma carico come una mina.
Questa è la “magia” del sankalpa.
Una parola sanscrita che descrive non un semplice desiderio o un obiettivo casuale,
ma un’intenzione radicata nel profondo di te stesso, una bussola che ti guida verso ciò che conta davvero.
Non si tratta solo di “fare”, ma di “essere”.
Ad esempio, anziché dirti “voglio perdere peso”, un sankalpa potrebbe suonare così:
“Voglio trattare il mio corpo come un amico, non come un magazzino per le pizzette.” 😄
Certo, non possiamo sempre fare solo ciò che ci entusiasma.
I compromessi servono, ma la nostra vita non può essere solo un susseguirsi di doveri.
È qui che la consapevolezza fa la differenza.
Anche quando affrontiamo compiti poco entusiasmanti, essere consapevoli che li stiamo facendo per uno scopo più grande ci aiuta a non sentirci intrappolati, ma protagonisti delle nostre scelte.
Ad esempio, magari il tuo lavoro quotidiano non ti fa brillare gli occhi, ma se lo vedi come il mezzo per risparmiare per coltivare un hobby o costruire una vita più stabile, cambia tutto.
La consapevolezza trasforma i doveri in tappe di un viaggio, non in gabbie da cui è impossibile uscire.
Ecco il punto: sapere perché fai qualcosa ti dà direzione, forza e chiarezza. La vita diventa meno una corsa ad ostacoli e più un percorso che hai scelto di intraprendere. 😊
Identificare il proprio perchè
Per questo, se anche tu, come la stragrande maggioranza delle persone (io compreso), hai fatto una lista di buoni propositi, prova ad osservarli e chiederti:
Da dove nascono questi propositi? Nascono dal cuore o sono influenzati dagli altri? Ti esprimono o ti limitano? Ti scaricano o ti caricano?
Ma soprattutto, potrebbe essere opportuno chiedersi:
Perché voglio realizzare questa determinata cosa?
Nel libro Chi Si Ferma Si Ritrova presento 8 strategie che per me sono state estremamente importanti per superare l’incostanza e la procrastinazione nella pratica meditativa e che credo possano essere adattate con successo a qualsiasi attività.
Una di queste è proprio identificare il proprio perché.
Perché vuoi perdere peso? Perché vuoi iniziare la pratica meditativa? Perché vuoi guadagnare 100.000 euro?
Perché anche guadagnare centomila euro può essere straordinario, se alla base c’è un intento puro e il desiderio autentico di fare la differenza, aiutando e servendo gli altri.
Nel rispondere cerca di fare spazio dentro di te,
di porti in una condizione di silenzio per ascoltare davvero cosa emerge, perché magari potresti capire che, togliendo i condizionamenti esterni, le paure, ti rendi conto che forse quella cosa non la vuoi davvero raggiungere.
E non è un caso che solo l’8 per cento delle persone che si scrivono i propri buoni propositi a inizio anno riesce poi a raggiungerli.
Scriverli non basta, altrimenti saremmo tutti piccoli Elon Musk ambulanti.
Per cui, cerca di ascoltare dentro di te ed essere concreto, pratico e soprattutto specifico nell’identificare il tuo perché, annotandolo su un foglio, sull’agenda, o sul documento note del pc.
Io, per esempio, ho iniziato a meditare per riprendere in mano le redini della mia vita e liberarmi da ansia e stress, visto che se non lo facevo, con l’agitazione che avevo addosso, avrei rischiato un infarto a trent’anni.
(Il medico mi aveva detto che avevo un livello di cortisolo e omocisteina così alto da sembrare un settantenne che fumava 4 pacchetti di sigarette al giorno)
E come poteva essere diversamente all’epoca, considerando che avevo 3 lavori (1 lavoro normale di 8 ore, 1 collaborazione e 1 progetto mio), il tutto senza una pratica costante.
Adesso medito per maturare una visione più completa ed entrare più in profondità in me stesso, ma a volte lo faccio semplicemente per il gusto e la gioia di farlo.
Qualsiasi perché va bene, purché sia quello che davvero senti.
Sarà questo che, unito al metodo, ti aiuterà ad alzarti dieci minuti prima dal letto, anche d’inverno, quando fuori è buio e fa freddo, per meditare.
Pensaci: quali sono le tue reali intenzioni?
Non preoccuparti se i tuoi intenti sono meno nobili rispetto alla “pura realizzazione dell’essere”, perché questi cambieranno nel tempo, matureranno sino a portarti al centro, nel cuore di te stesso.
Magari vuoi acquisire maggiore calma, o forse stai cercando uno strumento che ti aiuti a gestire l’ansia o lo stress.
Vuoi maggiore centratura, carisma, potere individuale?
Mediti per riconoscere la tua natura essenziale o per sperimentare uno stato di unione?
Oppure, diciamocelo, vuoi solo un modo elegante per evitare di rispondere alle e-mail del lunedì mattina?
Te lo ripeto, qualsiasi perché va bene ed è questo che ti aiuterà a rimanere saldo nella routine nei momenti più difficili.
Chi sta inseguendo quel proposito?
E quel perché ti aiuterà anche a capire il chi.
Perché dietro ogni azione, ogni decisione, ogni proposito, c’è qualcuno:
ma chi è davvero quel qualcuno?
Sei tu, nella tua essenza autentica, o è un’immagine che cerchi di costruire per gli altri?
Se il tuo chi è l’ego, allora probabilmente sei mosso dal bisogno di dimostrare qualcosa:
forse vuoi apparire competente, avere successo o soddisfare le aspettative altrui.
In questo caso, il rischio è che, una volta raggiunto il tuo obiettivo, ti sentirai vuoto, come se quel traguardo non ti appartenesse davvero.
Se invece il tuo chi è la parte più autentica di te – quella che non ha bisogno di approvazione, ma desidera semplicemente crescere ed esprimersi – allora tutto cambia.
Non stai più rincorrendo un’immagine, ma stai rispondendo a un richiamo interno.
Sei passato dal “dimostrare” al “realizzare”.
Come portare tutto questo nella pratica? Un piccolo spunto esperienziale
Al di là del libro Chi Si Ferma Si Ritrova – che secondo me è una figata bestiale (e non lo dico per vendere copie, tanto con i libri si guadagna meno che vendendo limonate a un festival estivo) – lo consiglio perché dentro c’è qualcosa che ha davvero fatto la differenza, non solo nella mia quotidianità, ma anche in quella di tanti Apprendisti Meditatori.
Quello che ti suggerisco è
1. Fermati e ritagliati qualche minuto di silenzio
Trova un luogo tranquillo, chiudi gli occhi e fai 3-5 respiri profondi. Lascia andare i pensieri e portati in uno stato di ascolto interiore.
Partecipa alla Sfida dei 5 Minuti >
2. Scrivi i Tuoi Propositi
Prendi carta e penna. Scrivi i tuoi propositi o obiettivi attuali.
Poi, accanto a ciascuno, chiediti: Da dove nasce questo proposito? Mi carica o mi svuota?
Annota le risposte senza giudizio.
3. Scopri il Perché
Per ogni proposito, chiediti:
“Perché voglio davvero realizzare questa cosa?”
Vai in profondità, cercando il vero motivo. Potresti scoprire che non tutto ciò che desideri ti appartiene davvero.
4. Trasforma in Intenzioni
Prendi i propositi autentici e riformulali in un’intenzione più profonda.
Ad esempio:
- Da “Voglio guadagnare di più” a “Voglio creare valore per gli altri e vivere con gioia e libertà.”
- Da “Voglio perdere peso” a “Voglio trattare il mio corpo con amore e rispetto.”
Queste intenzioni diventeranno la tua guida quotidiana per agire con consapevolezza.
Bonus:
Rileggi le tue intenzioni ogni mattina per mantenerle vive e sentiti libero, libera di variarle nel tempo 😊
Il messaggio con cui ti voglio lasciare oggi è questo:
concediti il dono del silenzio, entra dentro di te ed esplora.
Indaga con curiosità, senza fretta, lasciando che le risposte emergano naturalmente.
Fallo ogni giorno ed evita, se puoi, le abbuffate di meditazione stile “tutto in una volta”, perché le risposte che cerchi… non arriva come in una serie TV su Netflix 😉
Il come e il quando per realizzarlo?
Non preoccuparti, arriveranno come effetti collaterali del tuo percorso.
L’importante è iniziare ad ascoltarti davvero perchè in fondo, questo è il più bel regalo che ognuno di noi può farsi.
Per oggi è tutto.
Ti auguro un viaggio ricco di scoperte e ti aspetto tra le pagine di Chi Si Ferma Si Ritrova e nel gruppo degli Apprendisti Meditatori 🌱
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Ti aspetto tra le pagine di
🧘🏻♂️ CHI SI FERMA SI RITROVA
Il metodo semplice e divertente per meditare dai 3 ai 13 minuti al giorno (e NON diventare un guru)



6 risposte
Grazie Luca per il tuo scritto di oggi, molto significativo e profondo.
Io riesco a meditare solo se una voce mi guida, partecipo agli incontri My Life design, mentoring etc, ma poi da sola non riesco a mettermi lì in pace e in silenzio.
Forse ho bisogno della sfida anche solo di 5 minuti! Ci provo, dai !
Che bello Raffaella 🙏 Non avere paura di sbagliare, affidati al tuo sentire, al silenzio e vedrai che non esiste nessuno sbaglio 🙏
Grazie voglio continuare a imparare a vivere l’attimo in consapevolezza
🙏
Luca grazie, ne avevo proprio tanto bisogno. Di dove posso trovare la traccia?
Da qui, la Sfida dei 5 minuti potrai seguire un percorso progressivo 🙂
https://vidyanam.it/impara-meditare-sfida-5-minuti-principianti-luca-gonzatto/