Ci hanno insegnato a risolvere quanti più problemi possibile.
Ma se il vero punto fosse che metà di questi problemi…
non esistono?
Sì, perché secondo alcune ricerche, molti dei pensieri che ci affollano non sono altro che loop mentali, film dell’orrore autoprodotti, auto-sabotaggi mascherati da preoccupazioni legittime.
La verità?
Una gran parte di ciò che ci stressa vive solo nella nostra testa.
Eppure ci caschiamo. Ci crediamo.
Li rincorriamo come labrador appena sentono il sacchetto delle crocchette.
Poi, un giorno, mi imbatto in un’intervista su Il Fatto Quotidiano.
Protagonista: Clementino.
(ne parlo anche in questo Reel > )
Puoi leggere l’intervista qui https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/23/per-10-anni-ho-avuto-una-vita-turbolenta-tra-droghe-alcol-serate-la-mia-salvezza-la-meditazione-e-i-viaggi-in-giro-per-il-mondo-parla-clementino/8071033/
Che, giusto per chiarire, non è un agrume gender fluid, ma un rapper. E pure tosto.
Parla della sua esperienza con la meditazione.
E dice una cosa che mi ha colpito:
“Ho iniziato a vedere che tutti questi problemi non esistevano più.
Molte volte, su dieci problemi, solo cinque erano reali.
E quei cinque, con la meditazione, riuscivo ad affrontarli.
Li guardavo in un altro modo: il superfluo va via, ti resta l’essenza.”
Meditazione non è fuggire. È vedere meglio.
Molti pensano che meditare sia un modo per evadere, per “svuotare la mente”, per evitare il casino.
E invece no. È il contrario.
È allenarti a stare, a vedere le cose per quello che sono, a non lasciarti travolgere dal rumore.
È come avere un telecomando interno:
inizi a distinguere ciò che è reale da ciò che è solo rumore di fondo.
E sai qual è la parte bella?
Che questa capacità ce l’hai già. Devi solo allenarla.
Come?
Partendo da qualcosa di semplice.
Tipo tre minuti.
Ti fermi.
Rilassi il tuo corpo.
Rilassi la tua mente.
E porti l’attenzione al respiro.
All’aria che entra. All’aria che esce.
Senza dover cambiare nulla.
Senza aspettarti nulla.
Solo stare.
In questo momento.
Così com’è.
E ogni volta che la mente scappa — perché scapperà —
tu semplicemente te ne accorgi…
e torni.
Al corpo.
Al respiro.
A te.
È tutto qui.
Semplice, ma non banale.
Piccolo, ma rivoluzionario.
Se vuoi iniziare ti consiglio La Sfida dei 5 Minuti, percorso gratuito di 7 giorni >
Oppure il libro Chi Si Ferma Si Ritrova Il metodo semplice e divertente per meditare dai 3 ai 13 minuti al giorno (e NON diventare un guru)
Cosa succede quando mediti davvero?
Succede questo:
ti rendi conto che non sei i tuoi pensieri.
Che molte delle cose che ti affaticano…
sono ombre, non mostri.
Succede che il tempo rallenta.
Che impari a sentire prima di reagire.
Che riconosci la differenza tra ciò che senti davvero e ciò che il tuo ego vorrebbe fare.
“Quest’essenza mi ha portato a tornare a casa,
mi ha portato a seguire le mie radici.”
(Clementino, sempre lui)
Perché quando togli il superfluo,
quando smetti di cercare approvazione,
quando non ti identifichi più con i ruoli o le aspettative,
rimani tu.
Nudo, vero. In contatto con la tua essenza.
Come iniziare a meditare se sei alle prime armi
Se non hai mai meditato o hai provato senza riuscirci, non ti preoccupare.
Non serve scalare l’Himalaya, diventare monaco né accendere 42 candele profumate.
Nel mio libro Chi Si Ferma Si Ritrova propongo un metodo semplice:
meditazioni da 3 a 13 minuti, senza guru né dogmi.
Basta:
- Sederti comodo
- Chiudere gli occhi
- Osservare il respiro
- Tornare lì, ogni volta che ti perdi
E sì, ti perderai. Ma ogni ritorno è un atto di libertà..
Perché farlo?
Perché l’ansia non si elimina facendo finta che non esista.
Ma si trasforma quando impari ad ascoltarla.
Perché la mente non si spegne, ma puoi smettere di identificarti con ogni pensiero che ti attraversa.
Perché, come dice Clementino:
“Il superfluo va via. Ti resta l’essenza.”
E in un mondo che ci spinge a correre sempre…
forse la vera rivoluzione è fermarsi.
Ti aspetto tra le pagine del libro
Il metodo semplice e divertente per meditare dai 3 ai 13 minuti al giorno (e NON diventare un guru)”
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Una risposta
Interessante. Dove posso prendere il tuo libro?