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Caro Babbo Natale,
quest’anno non ti chiedo cioccolatini (anche se i Ferrero Rocher, lo sai, non li rifiuterei mai), né oggetti luccicanti o sogni confezionati.
Questa volta, la mia richiesta è diversa.
Ti chiedo un dono per tutti noi, qualcosa che non si trova nei negozi né sotto l’albero.
Vorrei che tu seminassi nell’animo di ogni essere umano un piccolo seme di quiete.
Ti prego, lascia perdere la solita felicità frenetica, quella che ci fa correre verso obiettivi che cambiamo ogni cinque minuti, e che ci spinge a scansare la tristezza e l’insicurezza come se fossero zii noiosi ai pranzi di famiglia.
Porta invece un po’ di quiete, quella capacità rara di stare fermi, presenti, e di accogliere tutto:
i momenti belli, quelli brutti e anche quelli in cui ci sentiamo come un Wi-Fi senza connessione.
Una quiete che non chiede applausi, non fa rumore, ma insegna ad ascoltare.
Ascoltare il silenzio tra un pensiero e l’altro, il respiro che va e viene, il ritmo della vita che accoglie tutto:
le risate e le lacrime, i giorni pieni di sole e quelli coperti di nuvole.
Babbo Natale, ti chiedo un dono semplice e immenso: la forza di accogliere.
Accogliere la bellezza e il dolore, le vette e le discese, senza resistere, senza trattenere.
Perché il mondo è fatto di alti e bassi, e lo sarà sempre.
Ma nella quiete, forse, possiamo trovare lo spazio per accettarli entrambi.
E poi, se puoi, risveglia in ognuno di noi uno spirito di autentica compassione, quella forza silenziosa che ci permette di sentire profondamente il legame con ogni animale, ogni vegetale, ogni essere visibile e invisibile.
Non la compassione come semplice pietà, ma come un abbraccio universale che ci rende capaci di ascoltare, accogliere e agire per il bene comune, mettendoci al servizio della vita in tutte le sue forme, con rispetto e umiltà.
Se ti avanza tempo, ricordaci come fare:
un respiro profondo, un momento di pausa, un piccolo spazio di silenzio.
Magari, con sottobraccio il nuovo libro che uscirà tra pochissimo che benedico in ogni momento per la gioia e il percorso che mi aiutato a percorrere, e soprattutto un Ferrero Rocher a portata di mano.
Che zuccheri a parte (scusa Franco!) la quiete, come sai, si accompagna sempre bene con qualcosa di dolce.
E allora, caro Babbo Natale, non preoccuparti troppo: basta un piccolo seme di quiete.
Ci penseremo noi ad annaffiarlo, giorno dopo giorno, con un po’ di silenzio e tanta gratitudine.
Grazie di cuore,
E buon viaggio tra le stelle, ma soprattutto nei cuori di quante più persone possibili che ancora si concedono il lusso di sognare, di credere, di essere qualcosa di più grande.
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10 risposte
Grazie Luca, una lettera bellissima, ispirante, delicata e molto profondamente vera
Buone Feste a voi!
Grazie di cuore a te Chiara per averla accolta e Buon Natale 🙏🙏🙏
Grazie Luca,che bella la tua lettera a Babbo Natale.Aggiungerei un piccolo sforzo da parte sua: qualche raro momento di Pace profonda,avvolgente come una coperta davanti al fuoco acceso…abbiamo tanto bisogno di questo…e più cuori respirano assieme e più riusciremo a ” guarire” madre terra e noi,fortuito ospiti…
Un abbraccio grande
Stupendo, ne abbiamo bisogno come l’acqua 🙏
Grazie Luca farò tesoro di questa lettera io ho preparato un lavoro sulle 13 notti sante e seguirò quello. Un buon Natale da Odette
Infinite grazie e tanti auguri 🙏
Grazie Luca per la bellissima lettera, per me piena di ispirazione.
Con affetto, ti invio un augurio di Luce.
Che bellezza, grazie Giosella 🙏
Lettera e richiesta più bella non la potevi fare.
Grazie grazie grazie
🙏🙏🙏