Abbiamo paura della morte perché, in fondo, abbiamo paura di vivere davvero. Non vogliamo vivere con la consapevolezza che abbiamo una data di scadenza come diceva il caro e buon #tizianoterzani perché si, siamo degli yogurt che camminano.
Questo ci costringerebbe a fare i conti con ogni minuto sprecato, ogni scelta mancata e ogni sogno abbandonato a impolverarsi nel cassetto, proprio accanto ai calzini spaiati.
La “Maestra Morte” come direbbe #DanielLumera ci spaventa perché ci mette davanti a quella domanda che ci tormenta: “Ma io, sto davvero vivendo o mi limito a scaldare la sedia?”
Avere paura della morte è un po’ come evitare lo specchio al mattino: riflette tutto quello che ancora non abbiamo osato fare, dire, essere. Vivere davvero richiede il coraggio di non rimandare, di affrontare i nostri limiti e di accettare che, sì, siamo qui solo per un attimo.
Allora viviamolo al meglio, questo attimo, cercando di lasciare dietro di noi tutto l’amore che avevamo, anche nei nostri errori e in ogni tentativo maldestro.
In fondo, la vita è come una danza goffa: la perfezione non conta, conta l’energia, l’entusiasmo e la voglia di buttarsi. Magari ci sarà qualche passo falso, ma alla fine… chi può dire che anche in quegli sbagli, non eravamo pienamente noi?


