Tra Sacro Femminile e Lentezza: Cosa mi ha insegnato il viaggio in Irlanda | Laura Sofia Cariolato

Tra Sacro Femminile e Lentezza: cosa mi ha insegnato il viaggio in Irlanda | Laura Sofia Cariolato

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Sono tornata un paio di settimane fa dall’Irlanda con un’amica, una terra meravigliosa alla quale sono particolarmente legata.

Il verde brillante dei prati, il cielo che cambia continuamente creando mille sfumature di luce, l’immenso oceano blu…

Ogni volta che ci vado è come ritornare a casa.

Questo breve viaggio mi ha dato l’ispirazione per condividere con te quattro spunti di riflessione che per me hanno fatto davvero la differenza nel modo di viaggiare.

E dato che l’estate è tempo di vacanze, magari possono esserti d’ispirazione per vivere in modo diverso il tuo prossimo viaggio 🙂

1. Lasciati trasportare dal flusso

In viaggio – come nella vita – non tutto va secondo i piani.

C’è sempre un treno perso, un ritardo, un imprevisto… ma con il tempo ho imparato che ogni deviazione porta con sé un insegnamento, un’opportunità o un incontro inatteso.

Durante il viaggio in Irlanda, tra le varie tappe volevo assolutamente visitare Newgrange, una tomba a tumulo del Neolitico famosa per l’allineamento solare che si verifica al solstizio d’inverno.

Un luogo che ho studiato tanto nei libri di archeologia al liceo e all’università, e nelle mie ricerche sulla spiritualità dell’antica Europa.

Ci tenevo davvero tanto ad andare, ma avendo deciso un po’ all’ultimo, era necessario prenotare e purtroppo non c’era più disponibilità. Ho provato anche a modificare tutto l’itinerario per riuscire ad andarci, ma niente

era sempre tutto pieno 🙁

Ho scoperto che nei dintorni di Newgrange ci sono altri siti molto interessanti, anche se meno conosciuti. Newgrange è sicuramente il più famoso, ma non è l’unico.

E così ho scoperto Loughcrew Cairns: una tomba a tumulo allineata agli equinozi, un luogo magico intriso di spiritualità e leggende, dove si intrecciano paganesimo e cristianesimo.

Sotto una leggera pioggia, camminando sull’erba soffice di quelle colline – che si dice siano l’entrata per il mondo di sotto – ho percepito intensamente la vera essenza della terra irlandese.

Probabilmente se fossi andata a Newgrange (più turistico e accessibile solo tramite bus navetta organizzato), l’esperienza sarebbe stata meno autentica e non avrei avuto la libertà di restare per tutto il tempo che volevo e di ascoltare in silenzio il linguaggio profondo di quel luogo.

Quando ci si affida, accade qualcosa di magico: le cose si allineano, anche se in modi diversi da quelli che avevamo immaginato.

E forse quel cambio di programma imprevisto era proprio ciò che ci serviva per scoprire luoghi che non avremmo mai visto e per dare tutto un altro sapore al viaggio.

Questo ci insegna a restare nel presente, ad essere in ascolto con ciò che accade e a fluire con gli eventi.

Ti è mai capitato di affidarti e di lasciare che sia la strada a guidarti?

2. Ogni viaggio è prima di tutto un viaggio interiore

Viaggiare non significa solo “spostarsi da un luogo all’altro”.

Che tu vada dall’altra parte del mondo o semplicemente che tu esca per un weekend fuori porta a un’ora da casa, una cosa è certa: 

non si torna mai uguali a prima della partenza.

Viaggiare è sempre un po’ ritrovare se stessi/e.

E questo accade soprattutto se si viaggia da soli/e (perché devi contare esclusivamente su di te) oppure se si entra in un contatto più autentico con il luogo e le persone che lo abitano.

Certo, in un viaggio organizzato o in un pacchetto preconfezionato è forse più difficile vivere esperienze autentiche. Ma anche in quei contesti, comunque il viaggio porta una trasformazione: 

cambia il nostro sguardo, il modo di osservare le cose, il nostro punto di vista.

La mente si apre e magari comprendiamo che il nostro modo di vivere non è l’unico giusto, e forse nemmeno il migliore…

In viaggio si impara a conoscersi, a confrontarsi con gli altri e con le diverse situazioni, a superare i propri limiti e ad attingere alle proprie risorse interiori.

In viaggio tutto si intensifica, si accelera e si amplifica: emozioni, intuizioni, trasformazioni. Il viaggio ti cambia dentro.

Come quando sono entrata nel tempio di fuoco di Santa Brigida, eco di una figura antecedente al cristianesimo che racchiude un’enorme potere di cura, forza e sacralità del femminile.

In quel luogo ho sentito come un richiamo antico, profondo, che parla di guarigione, creatività e connessione con la Terra.

Come ad esempio in Asia, zaino in spalla e senza programmi. Un mondo da scoprire, molto, ma molto meno pericoloso da come mi veniva raccontato qui in Italia.

Un’occasione per allenarsi ad ascoltare l’intuito, quella bussola interiore che sa sempre dove portarti — se solo scegli di fidarti di te.

Cosa porti con te da ogni viaggio?

3. La lentezza che nutre

C’è un modo di viaggiare che abbraccia la lentezza di cui Luca parla spesso (e che, seppur sia migliorato davvero moltissimo, ogni tanto se la dimentica per strada 😉)

Il lusso di potersi concedere di restare per qualche tempo in un luogo senza dover correre alla tappa successiva, di andare in profondità assaporando ogni istante, immergendosi nella cultura locale, parlando con le persone, ascoltando le loro storie… toccare con mano l’anima di un luogo.

È diverso dal “visitare” qualcosa.

È abitare anche solo per un attimo il momento presente, lasciandosi trasformare da ciò che si incontra.

Questo è accaduto ad esempio viaggiando in macchina per raggiungere un luogo per me molto speciale: Huntington Castle, che è la casa madre della Fellowship of Isis,  il movimento spirituale che onora il divino femminile di cui il tempio Gli Antichi Misteri Femminili è una diretta emanazione.

Una tappa fuori dalle classiche rotte turistiche, dove abbiamo fatto uno degli incontri più significativi di tutto il viaggio: la guida del castello, un uomo sulla sessantina, riservato e gentile, durante la visita al tempio sotterraneo dedicato a Iside ha sentito il bisogno di aprirsi con noi.

Con sincerità ci ha raccontato il suo percorso personale nella religione cattolica e il suo avvicinamento ad una spiritualità più vicina all’essere umano e alla Terra.

E’ stata un’esperienza davvero tanto arricchente.

Quanti posti puoi dire di aver conosciuto, per davvero?

4. L’importanza del tempo vuoto

Quanto siamo davvero capaci di riposare in vacanza?

Quante volte torniamo da un viaggio più stanchi di prima?

Viviamo in una società che ci spinge a “riempire” ogni momento, anche le vacanze: itinerari pieni, to-do list turistiche, esperienze da collezionare…

Eppure, il viaggio più rigenerante è spesso quello che ci lascia momenti in cui apparentemente non accade nulla.

Quei tempi vuoti sono preziosi: ci insegnano ad annoiarci, a respirare, a riconnetterci con i nostri ritmi interiori.

Come l’ultimo giorno a Dublino: io e la mia amica siamo entrate in un bar a bere una cioccolata calda con latte di avena e semplicemente siamo rimaste lì senza voler scappare subito dentro l’ennesimo museo, o parco cittadino.

Osservavamo le persone che entravano e uscivano dal locale, il ragazzo italiano che preparava i caffè; la vita che scorreva in quel pomeriggio assolato, gustandoci la nostra cioccolata.

Ci porteremo sempre nel cuore quel momento di “vuoto”, che ci ha permesso di assaporare un po’ di vita irlandese proprio alla conclusione del nostro viaggio e di integrare tutte le esperienze fatte nei giorni precedenti.

Quando sei in vacanza, sai concederti davvero del tempo vuoto, senza doverlo per forza riempire con cose da fare o libri da leggere?

Lasciarsi trasportare dal flusso, il viaggio interiore, la lentezza, il tempo vuoto

Spero che queste riflessioni possano ispirarti a viaggiare in modo diverso e più consapevole.

Ti leggo nei commenti del blog o sotto al video, se hai piacere di condividere il tuo sentire o le tue esperienze di viaggio.

E se stai per partire… auguro a te (e alla tua anima) un buon viaggio di trasformazione 🙏🏻

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Sono in ascolto 

10 risposte

  1. Buon giorno Laura ,grazie per questo articolo che ho letto con piacere . Qualche anno fa dovevo partire per Napoli , una mia amica si era trasferita lì vicino , e mi aveva invitata . Mi chiama il sabato per dirmi che si è ammalata di covid. Sarei partita il lunedì. Che fare . Parto ugualmente, la domenica riesco a trovare un B&B . Il lunedì arrivo un minuto prima della partenza del treno , causa ritardi sul treno prima . E posso dire che (malgrado tutti fossero preoccupati di me da sola a Napoli ) li ho avuto un incontro d’amore tra me e la città. Ho girato sola , senza paura . Mi sono sentita sempre sostenuta e protetta dalla Vita . La Vita che ringrazio per questa opportunità, di visitare e conoscere altre persone. Giorni che porto nel cuore . Come ti è capitato i contrattempi ti portano a viaggi più intensi , che non avresti fatto.grazie Laura . Un abbraccio Donatella

    1. Ciao cara Donatella, grazie per la tua condivisione, è esattamente questo lo spirito di un vero ed autentico viaggio, al di là di quello che pensano gli altri, riuscendo a cogliere delle meravigliose esperienze dagli imprevisti che accadono 🥰🙏🏻❤️

  2. Appena tornata. Da un viaggio semplice non programmato. Quasi 20 giorni in cui, se anche il tempo mi passava a fianco, io rallentavo.
    Mi sentivo così presente a me stessa che non mi annoiavo, anche nel silenzio, nella pace, nel nulla fare, e nel nulla programmare.
    In sintonia completamente col tuo bel pensiero cara Laura.

    1. Wow Anna Maria, hai proprio vissuto l’essenza che ho voluto condividere in questo articolo 🥰 Grazie per la preziosa condivisione 🙏🏻

  3. Ciao Laura, grazie di questo belissimo scritto.
    Sono alcuni anni che non viaggio piu per problemi di salute e mi manca tanto, perché lì mi riconnettevo con quella parte di me che nel quotidiano resta nascosta, una parte che, la prima volta che ho incontrato, mi ha stupita di quanto fosse bella e ” selvaggia”.
    Ora sento un fortissimo desiderio di nuovo di “andare ” ma mi frena la paura….. focalizzero’ le pratiche su questo.
    Grazie per aver riportato alla luce questo mio desiderio, che tendo a reprimere.
    Buona giornata!
    Federica

    1. Ciao Federica, grazie a te per la preziosa condivisione 🙏🏻 felice di averti, con questo articolo, riportato alla luce il desiderio di viaggiare e di ritrovare nel viaggio la tua parte “selvaggia” ❤️ spesso la paura che ci frena prima di partire scompare appena si decide di partire 😉 Ti auguro di riuscire a fare questo primo passo ☘️ Un abbraccio!

  4. Bello Laura!!! Ti capisco perché anche io amo viaggiare spesso da sola, x stare con me stessa, con le mie sensazioni, che in quel momento mi nutrono….sono momenti che non amo condividere con nessuno.
    Infatti dico spesso vado sola perché non voglio parlare con nessuno e le uniche parole che voglio dire, x educazione, sono buongiorno e buonasera!
    Poi ci sono i momenti che viaggio in compagnia (selezionata!) ed è piacevole lo stesso, ma è sempre una scelta ponderata!
    Buona giornata ❤️

    1. Ciao Chiara, grazie per la tua condivisione, è vero viaggiare da sola è davvero nutriente per l’anima, è meraviglioso 🙏🏻 anch’io come te se viaggio in compagnia è perché sono persone con cui sto davvero bene 🙏🏻 Buona giornata anche a te ☘️

  5. Grazie mille, Laura.
    Purtroppo è da qualche anno che non viaggio per vari motivi. Io facevo viaggi simili al tuo in Gran Bretagna, soprattutto in Scozia, per tutti quei motivi che hai scritto.
    Grazie mille del tuo articolo.
    Buona giornata 🙏❤️

    1. Ciao Maria Cristina, che meraviglia, anche la Scozia è una terra stupenda. Spero che potrai tornare presto a viaggiare in quelle terre magiche 🙏🏻❤️ Buona giornata ☘️

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