Nella società di oggi, l'immagine e l'apparenza sembrano contare più di ciò che viviamo davvero. Scopri come superare la trappola del perfezionismo e abbracciare la bellezza dell'imperfezione con il concetto giapponese del Wabi Sabi.

Sfuggire dalla Trappola del Perfezionismo: Riscopri la Bellezza degli Errori Attraverso il Wabi Sabi

Non so se anche tu hai mai notato, ma nella società di oggi l’immagine, l’apparenza e ciò che mostriamo al mondo , sembrano essere più importanti di ciò che viviamo realmente.

Siamo costantemente bombardati da modelli di perfezione irraggiungibili, e questo vale non solo per la moda, ma anche nei percorsi di consapevolezza.

Prova a osservare: 

il meditatore che non salta un giorno e sembra immune a emozioni come rabbia o tristezza, il praticante di yoga perfettamente flessibile che pratica sempre vestito e truccato come se dovesse salire su un red carpet.

È come se tutti dovessimo aderire a un modello unico e diventare dei monaci.

Questa pressione non solo rischia di demotivarci, ma ci spinge a voler apparire perfetti in ogni situazione, portandoci a nascondere le nostre fragilità, i nostri fallimenti e i nostri punti deboli su cui dovremmo lavorare.

E quando parliamo di perfezionismo interessante la distinzione tra il perfezionismo sano e il perfezionismo nevrotico

mentre nel primo,  l’errore è visto come una possibilità di crescita e non si teme il giudizio negativo degli altri, 

nel perfezionismo nevrotico sono costanti la paura di fallire e la svalutazione dei risultati ottenuti.

Questo determina un abbassamento dell’autostima, perché si crede che per ottenere l’approvazione degli altri sia necessario dimostrare costantemente il raggiungimento di obiettivi sempre più elevati. A lungo andare ciò porta a disturbi come ansia, stress e depressione.

Ma perché abbiamo questa tendenza a voler apparire sempre impeccabili? Perché non riusciamo ad accettare le nostre debolezze, indipendentemente dal giudizio e dalle aspettative degli altri?

Al di là delle influenze esterne, c’è qualcosa di più profondo e radicato in noi che dovremmo imparare a osservare.

Provo a lanciare delle ipotesi da uno sguardo meditatico: 

la paura del giudizio, il terrore di non essere all’altezza o di non essere abbastanza

Ti risuonano?

Una buona abitudine per andare oltre a tutto questo secondo me è la capacità di fermarsi quando si sente che si sta esagerando e chiedersi

Perché non posso essere me stesso?
Cosa può accadere di così grave se mi mostro al mondo per come sono realmente?


Un concetto giapponese che mi ha sempre affascinato e di cui oggi avremmo estremamente bisogno è il Wabi Sabi 

(da non confondere con il ravanello piccante Wasabi). 

Wabi Sabi è un principio estetico e filosofico che celebra la bellezza imperfetta, la transitorietà e il cambiamento continuo della vita.

È un concetto che invita ad apprezzare le piccole cose e a trovare bellezza dove non avremmo mai pensato di trovarla. 

Immagina di avere in casa un vecchio vaso crepato che ti mette ansia ogni volta che lo vedi. Vorresti nasconderlo, ma è legato a ricordi affettivi dei tuoi nonni (e magari hai pure paura di una vendetta karmica nel buttarlo via). 

Puoi buttarlo perché stona, oppure valorizzare le sue crepe, perché raccontano una storia unica.

Le imperfezioni, gli errori, in quest’ottica, non sono fallimenti, ma passaggi necessari per un viaggio più grande.

Magari, nel momento in cui notiamo l’errore, non possiamo capirlo del tutto. È normale. 

Ma con il tempo, lasciando andare l’attaccamento e le aspettative, potremmo renderci conto di quanto sia stato fondamentale per la nostra crescita, per lanciarci finalmente a perseguire quel sogno che abbiamo accantonato per una vita, aspettando invano il momento perfetto.

Nella mia esperienza, l’abbandono delle aspettative, del confronto con gli altri e la piena accettazione di se stessi hanno fatto la differenza. 

(e questo lo approfondiremo molto bene grazie ad un libro che pubblicherò a gennaio 2025 😍 )

Quando lasciamo andare la paura del giudizio, quando iniziamo ad accettarci e ad accoglierci indipendentemente dagli altri, 

riusciamo a vedere l’errore e il fallimento per quello che sono: insegnamenti che ci aiutano ad essere più autentici, più leggeri e, forse, anche un po’ più umani.


Prova a sperimentarlo

Se posso permettermi un consiglio, quando un errore o un fallimento ti mette in imbarazzo, prova a fermarti e riflettere. 

  1. Prenditi qualche minuto per scrivere su un foglio, o in una nota del cellulare, cosa è successo e come ti senti.
  2. E quando hai finito, prova a chiederti: cosa mi sta insegnando questo errore? Perché non accetto questo fallimento? 
  3. E quando hai individuato gli insegnamenti, ringraziali e fanne tesoro per il futuro.

Al prossimo articolo e… ricordati che sei perfetta, perfetto così come sei. 

E questo è tutto ciò che serve per essere felici.

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3 risposte

  1. Grazie. Importante passaggio sull accettarmi così come siamo, anche perché prima ci riusciamo e prima riusciremo ad accettare gli altri. Antonella

  2. Grazie Luca, apprezzo molto la semplicità e la chiarezza nel esprimere concetti profondi e utili per innalzare la consapevolezza . Grazie di ❤️ Emanuela

  3. Grazie di cuore per questo prezioso inizio di settimana all’insegna dell’accoglienza degli errori e fallimenti che sono utili strumenti di spinta verso la nostra crescita ed espressione autentica di noi. Grata 🙏🏻

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