Mi hanno dato del gay per dei post fatti sul DDL caccia e mi chiedo:
perché essere chiamati gay, bisessuali, femminuccia dovrebbe essere un’offesa?
Io sicuramente non sono il prototipo di uomo alpha ma ci ho riflettuto e credo che, in generale, una parola diventi un’offesa non quando è tale, ma quando dentro di noi esiste anche solo una sottile sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato.
Se in me, ad esempio, ci fosse il retropensiero che essere gay è sbagliato o che per essere uomo dovrei essere in un certo modo, allora di fronte a un’accusa di questo tipo potrei perdere la testa.
Ma se dentro di me c’è tranquillità e c’è la capacità di vedere i limiti dell’altra persona…
come potrebbe una presunta offesa urtarmi?
E questo vale per tutto, eh…
Perché le parole degli altri hanno potere su di noi nella misura in cui siamo noi a darglielo quel potere.
E attenzione:
questo non significa giustificare la violenza verbale, ma significa usare fatti di vita quotidiana come esercizi di consapevolezza.
Per cui provaci:
quando ti senti ferito dalle parole di qualcuno, prova a fermarti.
Riconosci quello che si sta muovendo in te e chiediti:
cosa sta smuovendo dentro di me questa persona?
Perché una determinata parola mi ferisce così tanto?


