La Medicina degli Schiavi e quella degli Uomini Liberi | Platone

Ci sono due tipi di medicina secondo Platone:

quella degli schiavi e quella degli uomini liberi.

Rovistando nei miei vecchi appunti di naturopatia (sì, ho studiato a Trento per tre anni quando ero un pischello), ho ritrovato una frase che mi colpì profondamente:

“La medicina degli schiavi toglie il sintomo in fretta.
Il suo unico scopo è farti tornare subito al lavoro, senza badare a come stai o al perché stavi male. L’importante è che tu funzioni.
La medicina degli uomini liberi, invece, si ferma, ti ascolta, non soffoca il sintomo, ma lo interpreta come un messaggio da comprendere.
Cerca l’equilibrio dentro e fuori, curando corpo, mente e anima.”

La domanda è: quale medicina scegliamo?

⚠️ E attenzione: non voglio improvvisarmi medico (non lo sono) né dire che un tipo di medicina sia migliore dell’altra. 

Ci sono momenti in cui la rapidità salva vite, e in quei casi, non ci sono dubbi: la medicina degli “schiavi”, quella che agisce subito, è essenziale.

Ma quello che Platone ci invita a considerare è un concetto più ampio, quasi filosofico. 

È un invito alla consapevolezza:

vogliamo davvero trattare noi stessi come macchine, definite dalla produttività e dal fare a tutti i costi? 

O vogliamo tornare a essere esseri umani, capaci di ascoltare, sentire, pensare e scegliere?

Non si tratta di rifiutare la soluzione rapida quando serve DAVVERO, ma di chiederci:

stiamo solo spegnendo un campanello d’allarme o stiamo davvero ascoltando ciò che il nostro corpo, la nostra mente o il nostro cuore stanno cercando di dirci?

L’importanza di ascoltare il sintomo

È chiaro che questo approccio si applica alle situazioni più semplici,

mentre per quelle più complesse o fastidiose è imprescindibile il supporto di un medico di fudicia (l’invito è sempre quello del discernimento e della responsabilità).

Ma forse, per quei sintomi più leggeri, potremmo provare a vederli non come fastidi da eliminare il prima possibile, ma come messaggeri da ascoltare.

Il sintomo è come un ospite inatteso che bussa alla porta. Di solito lo trattiamo male, lo ignoriamo o cerchiamo di cacciarlo via.

E se invece lo invitassimo a cena?
E se, davanti a un piatto di pasta (o a una tisana, se preferisci), gli chiedessimo: “Perché sei qui? Cosa vuoi dirmi?”

Magari quel mal di testa che arriva ogni lunedì mattina non dipende solo dall’email del capo, ma parla di una stanchezza emotiva che non hai mai affrontato.

O quel mal di schiena che attribuiamo alla postura potrebbe rivelare il peso che stiamo portando – non solo fisico, ma anche mentale o emotivo.

L’importanza dell’Ascolto

Abituiamoci, quindi, a osservare cosa si muove dentro di noi e a capire se, a volte, è meglio lasciare che le cose semplicemente facciano il loro corso, perché potrebbero risolversi da sole.

E allora la domanda diventa: 

Qual è il primo passo che puoi fare oggi per ascoltare davvero te stesso?

Un abbraccio e come sempre, se ti va ti leggo nei commenti dell’articolo 😉

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Sono in ascolto 

8 risposte

  1. Ciao Luca, grazie per dedicare del tempo per creare questi meraviglioso spunti di riflessione, resi ancora più efficienti dalla loro semplicità e concretezza, trovo sempre davvero dei motivi per riflettere. Sono sempre benvenuti! ❣️

  2. Ciao Luca, la tua riflessione del lunedì, per me, è diventata un piacevole appuntamento. Lanlettura è un momento che dedico solo a me, mi prendo tutto il tempo necessario e poi lascio fluire le tue parole. Grazie
    Silvia

  3. Grazie Luca, è sempre piacevole leggere le tue riflessioni, che le sento molto anche mie, è sempre un momento di ascolto interiore quando leggo ciò che scrivi e mi trovo sempre in sintonia, la comunità serve a questo, riflettere insieme aiutandoci a divenire consapevoli di noi stessi.Grazie per questo contributo.

  4. Infinitamente grata per quello che scrivi. Sto facendo un percorso di crescita personale e spesso il mio focus si distoglie da quello che apprendo perché distratta da tante sollecitazione della vita odierna, ma leggerti mi riporta nuovamente al mio centro…grazie.

    1. Wow, che meraviglia, GRAZIE davvero anzi, se ti va di unirti al gruppo degli apprendisti meditatori del lunedì basta che mi scrivi che saremo super felici di accoglierti 🙏🙏🙏

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