Ogni tanto, quando la mia mente si attacca a determinate situazioni o non vuole uscire da certi loop, ripenso a questa storia tratta dal libro 101 storie zen di Nyogen Senzakiche.
Due monaci stavano camminando insieme lungo una strada fangosa. Cadeva una pioggia battente.
Dopo una curva, si imbatterono in una bella ragazza, con indosso un kimono e una cintura di seta, che non riusciva ad attraversare l’incrocio.
«Vieni, ragazza» disse subito il monaco più giovane. E presala in braccio, la portò oltre il tratto fangoso. Il monaco più anziano non aprì bocca fino a sera, quando raggiunsero un tempio in cui alloggiare. A quel punto non riuscì più a trattenersi.
«Noi monaci non dobbiamo avvicinarci alle donne, – disse l’anziano monaco, – soprattutto a quelle giovani e belle. È pericoloso. Perché lo hai fatto?».
«La ragazza io l’ho lasciata là – rispose il monaco più giovane. – Tu invece la stai ancora portando?».
Nella sua semplicità questa storia mi ricorda sempre che il peso delle nostre preoccupazioni e dei nostri pensieri non dipende tanto da ciò che accade, ma da quanto decidiamo di portarlo con noi. Dal peso cioè che noi gli diamo.
Perchè a volte basta un piccolo gesto, un (non sempre) semplice “lasciare andare”, per liberarci da quei fardelli inutili.
Hai presente quando Shrek dice a Ciuchino nel film “meglio fuori che dentro”?
è un po’ la stessa cosa… più o meno 🤣
Tra l’altro questo tema del lasciar andare è qualcosa che spesso tocco nel mio profilo instagram >
Ma come si fa a lasciare andare?
Forse non c’è una risposta universale, ma un esercizio introduttivo che ti consiglio è:
- riconoscere il momento in cui siamo troppo attaccati a qualcosa: un pensiero, un ricordo, una paura. Possiamo chiederci, come fece il monaco giovane: “Sto ancora portando questa cosa con me?”
- Localizzare se quel peso è in qualche parte del nostro corpo, provare a visualizzare se ha una forma, un colore ed appoggiare una mano su quella parte
- E poi, semplicemente, fare un respiro profondo senza forzare troppo. Inspirando accettare ciò che è stato ed espirando lasciar andare quel peso.
- Questo per più volte fino a che non si inizia a sentir più leggerezza
Lasciare andare è come aprire la mano che stringe una corda: all’inizio sembra impossibile, ma poi senti la leggerezza che ritorna.
Magari non accade subito, ma è un allenamento costante, un atto di gentilezza verso sé stessi.
E chissà, magari, continuare a camminare. Sorridendo.



10 risposte
Grazie Luca. Anch’io penso a questa storia zen quando mi sento oppressa da un peso.Grazie mille dei tuoi consigli. Mi aiuteranno sicuramente.
🙏❤️
Grazie, Luca! 🙏🏻❤️
Grazie Luca,i passaggi che hai descritto sono davvero significativi…ci provo e ci riprovo…perché i nostri pesi,oltre che ad accumularsi…si aggiungono,via via che la vita va avanti.E’ proprio come togliere la polvere di casa…ed è un bell’esercizio di leggerezza e di gentilezza nei confronti del nostro corpo e della nostra anima…Grazie ancora
Grazie Luca, meravigliosa questa storia zen. Ha molto da insegnarci, anche se a volte non è proprio facile. Nel momento stesso in cui iniziamo a riflettere, penso che le cose avvengano più facilmente, cioè ci predisponiamo a farle accadere. Namaste.
carina questa storia zen!! grazie Luca! eh sì ci vuole proprio allenamento, tant’è che il monaco anziano nonostante fosse ‘anziano’ c’è cascato nel pensiero… purtroppo alcuni dei tanti pesi che porto ce li ho lì, li osservo, li riconosco, e continuo a tenerli. Ci sto lavorando!!! un abbraccio
Grande Angela e sono assolutamente d’accordo! è un allenamento costante, un pò come rimuovere la polvere costantemente da casa 😉
Adoro questa storia zen, grazie per avermela ricordata. E allora caro Luca che questo Settembre sia nella vibrazione, nell’attitudine interiore di lasciar andare ogni cosa, OGNI peso. Un abbraccio
Ale ❤️❤️❤️
Grazie x queste pillole di saggezza! Ti ascolto e ti leggo perché c’è molto da scoprire ,in modo semplice e sentito . È vero si dovrebbe lasciare andare non fare peso ,ma a volte non è così semplice , dipende dalle situazioni e dalle emozioni profonde che non ti lasciano ! Grazie per la riflessione che mi scalda il cuore !
Ne sono totalmente d’accordo Maddalena, è proprio un lavoro costante e grazie di cuore a te 🙏🙏🙏