la meraviglia è una scelta laura sofia cariolato

La meraviglia è una scelta | 3 modi per non perdere la bellezza in tempi difficili

🎧 Se lo desideri, puoi ascoltare questo articolo grazie a questo video >

Dove possiamo trovare lo spazio per la meraviglia quando il mondo intero sembra crollare?

Guerre, crisi climatica, squilibri sociali, rivoluzioni tecnologiche che non sappiamo dove ci stanno portando…

Con tutto quello che sta succedendo, è facile dimenticare che esistono anche le cose belle nel mondo, ed è facile dimenticarsi anche della meraviglia della natura.

Invece le stagioni scorrono, l’autunno è arrivato e le foglie cadono per tenere al caldo le radici durante l’inverno fino alla prossima primavera.

La vita continua a scorrere, nonostante tutto quello che sta accadendo.

Io a volte provo un senso di smarrimento di fronte a tutto questo e mi chiedo, cosa posso fare per cambiare le cose?

Per far sì che la mia voce, e la voce di ognuno di noi, possa essere sentita in un mondo che grida sempre di più e che sembra promuovere solo la violenza?

In un contesto come questo è normale provare ansia, paura o rabbia di fronte alle ingiustizie che vediamo tutti i giorni, e di certo non dobbiamo far finta che queste emozioni non esistano.

Dobbiamo però fare attenzione a non alimentarle nella nostra vita: nelle relazioni, al lavoro, a casa, in famiglia… Alla fine, siamo sempre e solo noi che scegliamo cosa nutrire. 

E proprio per questo desidero condividere tre semplici pratiche per non perdere la capacità di vedere la bellezza attorno a noi – e soprattutto, la meraviglia nel nostro sguardo.

Prima di condividerle, volevo fare una riflessione sul fatto che viviamo in un mondo sovraccarico di stimoli in cui abbiamo potenzialmente accesso a tutto, e subito.

Ma se guardassimo la natura con un po’ più di attenzione, ci accorgeremmo che non funziona così: c’è un momento per crescere e accumulare (come in primavera e in estate), e un momento in cui rallentare e svuotarsi (come in autunno e in inverno).

Tutto è ciclico e questo è un tema che mi tocca molto e da tanti anni sto lavorando a un progetto che tra pochi giorni svelerò.

Secondo il premio Nobel Herbert Simon, ogni secondo arrivano ai nostri sensi undici milioni di bit di informazioni, come se ogni secondo leggessimo 550 pagine di un libro.

La mente umana riesce però a elaborare a livello conscio solamente un massimo 120 bit al secondo. E pure filtrati dalle nostre credenze, paure ed emozioni, perché solo ciò che ci tocca davvero arriva alla coscienza.

Se ci pensiamo per i nostri antenati e le nostre antenate non era così: le notizie arrivavano solo dal proprio villaggio o dai villaggi vicini.

Oggi invece possiamo sapere cosa accade in tutto il mondo, in tempo reale. Una quantità enorme di informazioni, immagini di guerre, morte, distruzione, ci raggiunge ogni giorno e il nostro sistema nervoso non riesce a sostenere tutto questo sovraccarico.

E allora accade che il nostro sistema nervoso cerca di proteggersi: si dissocia, diventa immune di fronte al dolore del mondo, come se fosse qualcosa che non ci riguarda.

Certamente informarsi è importante e necessario, ma altrettanto lo è ritrovare spazi di silenzio e di vuoto per evitare il sovraccarico.

Anche solo il tempo di qualche respiro profondo durante la giornata, guardare il cielo al tramonto, o sentire l’aria fresca del mattino sul viso. Attimi che ci ricordano che siamo vivi/e.

Ma allora, di concreto, come possiamo mantenere nel nostro sguardo la meraviglia che vediamo negli occhi dei bambini senza però voltarsi dall’altra parte di fronte a ciò che sta accadendo nel mondo?

Ascolta bene queste parole: dedicarsi del tempo per sé per qualche minuto al giorno non significa essere indifferenti alle atrocità della vita.

Significa ritrovare equilibrio in noi e nel nostro sistema nervoso, che ci permette poi anche di avere la forza di dedicarsi agli altri o ad altre cause, senza sfinirci o dimenticandoci di noi.

Ricordi l’insegnamento della natura? Tutto è ciclico e abbiamo bisogno anche noi di momenti in cui fare, agire, e momenti in cui rallentare.

E soprattutto, momenti per vedere la bellezza — anche quando sembra non esserci.

Ecco i tre modi che ti suggerisco per scegliere dove mettere l’attenzione e la tua energia, e riuscire, nonostante tutto, a nutrire la meraviglia nel tuo sguardo:

  1. Fai qualcosa di solidale. tante volte nella paura pensiamo solo a noi, invece nel donare la paura se ne va. Un gesto di gentilezza, portare la pace nel nostro luogo di lavoro o nella famiglia. Se non riusciamo a viverla nel nostro piccolo, come possiamo sperare che esista nel mondo? Bastano piccoli gesti concreti: aiutare chi ha bisogno, partecipare a iniziative del comune della propria città o crearne una, dedicare tempo agli altri.
  2. Torna in natura, ogni volta che puoi: anche solo in un parco in mezzo al cemento, bastano pochi minuti all’aria aperta per ridurre lo stress, calmare la mente e ritrovare energia. Ascoltare i cicli e tornare a sentirli e a viverli anche dentro di noi.
  3. Fai qualcosa che ti piace: sembra banale o scontato, ma quante volte ci mettiamo all’ultimo posto? Si dice “prima il dovere e poi il piacere”, e se fosse “prima il piacere e poi il dovere”? Crea, danza, balla, dipingi, leggi, cucina, fai qualsiasi cosa che ti appassiona e che ti fa sentire vivo/a. Anche solo per 10 minuti. Forse questo non cambierà il mondo, ma cambierà il tuo sguardo sul mondo.

Perché, da soli non possiamo fermare tutto ciò che di ingiusto avviene nel mondo.

Ma possiamo decidere cosa fare, o cosa non fare. Possiamo scegliere di non aggiungere altra violenza, ma bellezza. Di portare attenzione, cura e meraviglia alle piccole cose e ritrovare il sacro nel quotidiano

Credo che la capacità di rallentare, di trovare la sacralità nelle cose di tutti i giorni, di rivolgersi al proprio mondo interiore e di tornare a contatto con il ritmo della Terra non sia una questione “spirituale” o “new age”: è una necessità.

Una necessità urgente per ripensare la direzione del nostro tempo.

Non siamo troppo piccoli per fare la differenza e non è necessario stravolgere la propria vita per “essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”.

Quale di queste tre pratiche ti risuona di più? Ce n’è una che già fai, o che vuoi iniziare subito a praticare?

Ti leggo nei commenti — e se vuoi, nel prossimo articolo ne approfondiamo una insieme.

Grazie per portare meraviglia e bellezza.

Condividi qui il tuo sentire

Sono in ascolto 

Rispondi

Unisciti al "Lunedì In-Consapevolezza"

Ogni lunedì un breve momento ispirativo: un testo, un video, o una riflessione condivisa, per portare un tocco di leggerezza alla settimana. 

... e se ti è piaciuto l'articolo

Condividilo con chi desideri

Scopri di più da Vidyanam | Blog ed Eventi di Consapevolezza

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere