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Questa potrebbe essere una di quelle prospettive scomode che, per quanto già sentite, potrebbero farti venir voglia di lanciare il telefono contro il muro:
Non spetta a te far funzionare tutto a ogni costo.
Stavo rileggendo un post che ho pubblicato un po’ di tempo fa sul mio canale Instagram e voglio provare ad approfondirlo.
Hai presente quella sensazione di sentirti sempre responsabile di tutto? Quel senso di responsabilità che provi quando le cose non vanno come dovrebbero o quando i progetti falliscono? O qualcuno si offende per qualche strana ragione?
Quella sensazione, insomma, che in un modo o nell’altro sia sempre colpa tua.
E in questa situazione cosa fai?
Ti butti a capofitto come un pompiere impazzito che, nel tentativo di spegnere gli incendi, utilizza una bottiglia d’acqua anziché un idrante, e si getta su incendi che magari non erano nemmeno di sua competenza, ma di altri.
Cioè, corri qua e là tentando di aggiustare tutto e tutti, di far contenti tutti, sperando magari che alla fine qualcuno ti dica: “Bravo, hai salvato la situazione”.
E certo, a volte questo è importante perché ti fa sentire in sintonia con gli altri, crea delle connessioni profonde.
Ma altre volte, soprattutto quando dietro non c’è quella pura intenzione di voler essere veramente al servizio della causa, può diventare dannoso o tossico, se vogliamo usare una parola tanto in voga adesso.
Quindi, il primo spunto che vedremo tra un po’ è proprio quello di chiederti cosa ti muove davvero.
Perché dietro questa frenesia di controllo spesso si nasconde qualcosa che neanche immaginiamo.
Il Potere del Fermarsi
E paradossalmente, a volte la mossa più intelligente e coraggiosa, oltre che saggia, che possiamo fare è proprio quella di fermarci, di fare un passo indietro, o meglio, un passo dentro.
Cioè, mettere da parte l’orgoglio, l’esigenza di sentirsi sempre utili e iniziare ad ascoltare davvero cosa si muove in te, cosa richiede quella situazione, soprattutto quando ti prende quella voglia, quella smania di indossare quel mantello da supereroe o quella divisa da crocerossina.
Perché fare un passo indietro?
Fare un passo indietro significa accettare che non tutto dipende da te e che, per quanto tu voglia essere il salvatore della situazione, a volte devi lasciare che le cose seguano il loro corso.
È come un fiume che si fa strada tra le rocce più dure, scavando, senza che nessuno debba metterci mano.
Ma andiamo un po’ più nel pratico.
Ti condivido due o tre dritte che per me sono state molto utili, anzi, se ne hai anche tu, scrivi qui nei commenti.
Tre Dritte per Capire Se Intervenire o Meno
- Prenditi una pausa. Non reagire, ma rispondi. Come abbiamo già visto, prima di reagire a un impulso, a uno stimolo, e buttarti a testa bassa in un’altra impresa disperata, fermati, respira e osserva. Prova a rispondere a quello stimolo con intelligenza. Fatti un attimo da parte e osserva il problema, la situazione, da una prospettiva più ampia, più distaccata. E chiediti: ma questa cosa richiede davvero il mio intervento? Perché forse stai solo cercando di spegnere un incendio, come abbiamo già visto, con una bottiglia d’acqua, quando la soluzione più intelligente è quella di chiamare i pompieri.
- Impara a delegare. Cioè, smettila di pensare che solo tu puoi fare tutto, perché delegare non è un segno di debolezza, ma di intelligenza. E da che mi risulta, nemmeno le piramidi sono state costruite in una notte da una sola persona. E se qualcuno può darti una mano, coinvolgilo. Ricordati che il successo come leader segue delle logiche darwiniane. E questo non significa che la persona più intelligente dell’azienda, dell’ufficio o della famiglia emerga, ma quella che meglio si adatta al nuovo contesto e sa collaborare. E questo non lo dico io, attenzione, ma lo dice Joe Owen, che è un autore e top manager di grandi aziende.
- Accetta l’imperfezione. Non tutto può essere perfetto, come abbiamo già visto in diversi articoli e post. E va bene così, perché la vita non è un progetto di ingegneria, ma piuttosto un giardino. Alcune piante cresceranno rigogliose, altre meno, e questo va bene. Ma soprattutto, prova a fermarti e a guardare un po’ di più lo scorrere naturale delle cose.
La Vera Forza della Natura
Guardati un attimo intorno. Che cosa sta producendo il nostro tentativo, come umanità, di manipolare l’ambiente? E come sarebbe questo mondo, se come umanità sapientona, che deve sempre mettere il naso ovunque, ci facessimo un attimo da parte e lasciassimo che le cose accadano da sole, nel loro naturale equilibrio? Infatti, Laura, quando mi dispero per l’ambiente o per gli animali, mi ricorda sempre che…
“Anche se può essere difficile da accettare, alla fine, se ci pensiamo, non è la Terra ad aver bisogno di noi per sopravvivere, ma siamo noi ad avere bisogno di lei. Per cui, anche se per una volta non intervieni subito a salvare una situazione, forse hai fatto di più fermandoti un attimo. Perché la lucidità mentale, la chiarezza e la calma che arrivano da quel fermarsi un attimo, ti portano poi ad agire successivamente con più consapevolezza.”
Lasciare che le Cose Accadano
Ed anche il nostro corpo, d’altronde, funziona così.
Tra l’altro, insieme al dottor Salvatore Simeone e a Stefano Manera, nel corso di alcune dirette che trovi nel canale YouTube di Video, abbiamo parlato della forza guaritrice della natura, della vis medicatrix naturae, il principio secondo il quale il nostro corpo ha la straordinaria capacità, in determinati contesti e situazioni, di autoregolarsi, grazie ad esempio a periodi di digiuno e quindi all’assenza totale del nostro intervento.
E sì, lo so che è più facile a dirsi che a farsi. Perché come si fa a lasciare che le cose accadano, che gli altri sbaglino, mentre tu sei lì a guardare?
So che può sembrare spaventoso, crudele, soprattutto se sei sempre abituato a intervenire, ma fidati, staccarti da quella dinamica di controllo può regalarti una libertà che non avresti mai immaginato.
Una pace interiore che arriva solo quando smetterai di lottare contro tutto e tutti. Perché il punto è questo:
Spesso ci aggrappiamo all’idea di dover essere sempre indispensabili, come se gli altri o il mondo non potessero fare a meno di noi.
Ma la verità è che il mondo non ha bisogno di essere salvato ogni cinque minuti. E soprattutto, non sempre da te, o meglio, non solo da te. E magari in quel metterti un attimo da parte ti potresti rendere conto che non hai bisogno di essere visto, che non hai bisogno di giustificare ogni secondo la tua esistenza attraverso il fare.
Una questione di soppravvivenza
E se fai un passo indietro, ti ritroverai forse meno stressato, meno sopraffatto e, chissà, forse più concentrato su ciò che conta davvero.
E potresti renderti conto che il mondo non crollerà se non intervieni in ogni singola crisi. E sai qual è la cosa più sorprendente di tutto questo?
Che chi ti dava per scontato potrebbe cominciare a farsi qualche domanda. E chi non lo capisce? Beh, se ne farà una ragione.
Perché alla fine di tutta questa fiera ciò che conta davvero non è tanto ciò che succede intorno a te, ma come tu scegli di vivere ogni situazione.
Ed allora il tuo esserci, cioè la scelta di darsi completamente a quel progetto, quella situazione o quella relazione, non sarà frutto della paura di essere tagliati fuori o dalla paura di perdere un’opportunità, ma da una scelta libera, pura e integra in se stessi.
Grazie per l’ascolto e al prossimo lunedì in-consapevolezza.



5 risposte
♥️
Buongiorno Luca, bisogna vedere la situazione da osservatore. Il passo indietro. Quando si è coinvolti emotivamente, non si è lucidi, talvolta pensieri caotici si attanagliano, emozioni contrastanti ci pervadono.
Non possiamo fare, controllare, modificare, risolvere il tutto e forse non ce ne bisogno. Comunque imparare a delegare è bello.
Buona vita 🙏 Nora
Sono totalmente d’accordo Nora, grazie per questo approfondimento 🙏
Buongiorno Luca, ti ringrazio molto per il tuo video e per il tuo articolo che conto di leggere fra un po’ perché mi hai fatto venir voglia di approfondire. È bello sentire che nelle tue sensazioni non sei isolato. Io spesso rimugino su come potrei fare ad aprire un piccolo rifugio per animali o ad adottarne almeno uno. Le tue parole di oggi mi hanno ricordato che in effetti ho “delegato” questo a qualcuno e che forse l’ho fatto in un momento di lucidità al quale tu oggi mi hai aiutato a ritornare: da tempo faccio una donazione ogni mese ad un’associazione antispecista e, quando ci penso, provo una sensazione di pace e di consapevolezza che quella era per me la cosa giusta da fare. 💗
Valentina, che meraviglia. WOW GRAZIE e grazie per sostenere anche concretamente determinate realtà 🙏🙏🙏