Esercizio Lasciar Andare

Quando la Vita Ti Chiede di Lasciar Andare l’Attaccamento: Con Video ed Esercizio Pratico

🎧 Se lo desideri, puoi ascoltare questo articolo grazie a questo video >

C’è una domanda per me molto importante per, molto simbolica, che ogni volta mi porta a riconsiderare le cose con una diversa chiave e prospettiva:

“A cosa ti stai aggrappando inutilmente?”

Per condividere quello che per me è l’attaccamento e l’arte del lasciare andare (che esploreremo alla fine di questo video con una piccola pratica),

ti propongo di provare a immaginare per un momento di stringere una corda tra le mani.

Hai presente quelle corde di juta marroni, belle grosse?

Ecco, inizi a tirarla e all’inizio non senti nulla, anzi… senti forza, vigore.

Poi però, man mano che cominci a tirare sempre più forte, inizi a sentire dolore.

Eppure, dentro di te, c’è la paura di lasciarla andare perché sei convinto che, se mollerai la corda,
qualcosa dentro di te si spezzerà per sempre.

Che tutto ciò che hai fatto finora andrà perso e che la felicità non tornerà mai più.

Questo è quello che spesso facciamo attaccandoci alle cose, alle persone, alle situazioni.

Qualche giorno fa, con il gruppo degli Apprendisti Meditatori, ho condiviso una frase che mi ha colpito profondamente.

Diceva più o meno così:

“Colui che ha attaccamento mangia il cibo gustandone il sapore, ma provando attaccamento.
Invece, colui che non ha attaccamento mangia il cibo gustandone il sapore, senza però provarvi attaccamento.”

Riconoscere l’Attaccamento

Quante volte, nella nostra vita, ci aggrappiamo a qualcosa cercando di trattenerlo come se potesse durare per sempre?

Magari una parola gentile che ci è stata detta, un titolo o una qualifica che abbiamo raggiunto con fatica, un’aspettativa, un’idea o un’immagine di noi che non rispecchia più ciò che siamo oggi.

Se guardo indietro, vedo tanti attaccamenti a convinzioni che in passato mi hanno creato non pochi problemi.

Come quel “Non sono abbastanza, non ce la farò mai, non sono all’altezza”, che mi autoboicottava in diverse situazioni.

E che, ammetto, ancora oggi ogni tanto torna a bussare.

In questo periodo, soprattutto ora che il libro sta per uscire, mi sento a disagio nel condividerlo, perché ci sono mille paure.

Sai di cosa sto parlando?

Per me, tutto ciò che sto vivendo da un anno a questa parte è stato un lungo processo di osservazione e accettazione.

Anche, e soprattutto, in ciò che al lavoro mi faceva soffrire.

Devo dire che la meditazione mi ha, e mi sta, aiutando molto.

Mi ha portato a vedere cosa mi attraversava, a riconoscerlo, e a lasciarlo andare senza analizzarlo.

Perché gli attaccamenti sono molto sottili e si cristallizzano senza che te ne accorga.

Attenzione: non sto dicendo che dobbiamo smettere di amare le cose belle o di lottare per ciò che desideriamo. Tutt’altro.

Ma dovremmo forse imparare a diventare osservatori un po’ più consapevoli, capaci di riconoscere quando in noi si sta formando un attaccamento.

A volte, sembra quasi che vogliamo congelare i momenti belli, come facciamo con le lasagne fatte a mano dalla nonna cinque anni fa.

Ma il congelatore della vita non funziona così: tutto scorre, tutto cambia, tutto si trasforma.

L’Attaccamento secondo il Buddha

Non a caso, il Buddha diceva che l’attaccamento è una delle principali cause della sofferenza umana.

Non perché le cose belle non meritino il nostro amore, ma perché il desiderio di trattenerle ci mette in conflitto con la realtà.

Pensa a una relazione che hai vissuto.

All’inizio era perfetta: condivisione, risate, sintonia, ardore e passione.

Poi le cose sono cambiate – magari semplicemente la vita vi ha portato su strade diverse.

Se ti sei aggrappato all’idea che quel rapporto dovesse restare per sempre com’era, probabilmente hai provato dolore, frustrazione, forse persino un senso di tradimento nel renderti conto che le cose sono cambiate.

La realtà, però, è che tutto cambia, persino le persone.

Il dolore non viene tanto dal cambiamento in sé, quanto dal nostro rifiuto di accettarlo.

Accettare l’impermanenza, cioè il fatto che tutto cambia e nulla rimane uguale, è fondamentale.

Altrimenti, a forza di trattenere, rischiamo di perdere di vista ciò che conta davvero.

Le Nuvole o il Cielo

Il processo meditativo, d’altronde, ci insegna proprio a vedere e riconoscere ogni emozione,
ogni pensiero, ogni attaccamento, non come la nostra identità,

ma come una nuvola nel cielo: arriva, resta un po’, e poi passa.

In quei momenti in cui tendiamo a identificarci con le nuvole, dovremmo ricordarci che noi non siamo quelle nuvole.

Noi siamo il cielo, quello spazio immenso che accoglie tutto senza trattenere nulla.

E allora ti chiedo:

a cosa ti stai aggrappando inutilmente?

Un ricordo che continua a bussare alla tua porta?
Un giudizio su di te che non ti lascia in pace?
Oppure un’idea di come le cose dovrebbero essere, che ti impedisce di accettarle per come sono?

Perché riconoscere qualcosa è il primo passo per comprenderlo e lasciarlo andare.

E lasciare andare non è mai una perdita. È un dono che fai a te stesso: il dono di vivere davvero, senza catene, con leggerezza.

Ricorda: le nuvole passano, ma il cielo resta sempre lì, immenso e sereno, pronto ad accogliere ogni nuovo istante.

E questo principio non vale solo per ciò che ci ferisce, ma anche per ciò che amiamo. Spesso è proprio l’attaccamento alle cose belle a intrappolarci.

Di questo parleremo meglio a gennaio, con il libro in uscita tra meno di un mese.

Approfondiremo tutto questo e ne faremo esperienza grazie a un programma e a un metodo di meditazione semplice, veloce e divertente, che ti porterà dai 3 ai 13 minuti al giorno.

La Pratica del Lasciar Andare in 10 passi

Per me, il processo della scrittura è incredibilmente potente: è come uno specchio che riflette ciò che sento e, al tempo stesso, mi aiuta a lasciarlo andare.

Questo piccolo esercizio è nato in modo intuitivo, e ogni volta che mi sento emotivamente sopraffatto, lo utilizzo per alleggerirmi.

Lo si può eseguire anche senza scrivere ma in questa forma lo trovo particolarmente utile prima della meditazione, magari accompagnato da un po’ di movimento corporeo, se ne sento il bisogno.

  1. Trova un luogo tranquillo dove puoi sentirti a tuo agio. Prendi un quaderno o un foglio di carta e una penna.
  2. Chiudi gli occhi per un momento e porta l’attenzione al tuo respiro. Osservalo senza forzarlo, lasciandolo fluire liberamente.
  3. Apri gli occhi e poniti questa domanda: “Cosa sento che mi sta appesantendo in questo momento?”
  4. Senza pensarci troppo, lascia che la penna scorra sul foglio. Scrivi o disegna tutto ciò che ti viene in mente, senza giudicare o correggere. Non importa se le parole sembrano confuse o se il disegno non ha senso. Lascia che i pensieri si riversino liberamente sulla carta, come un fiume che scorre.
  5. Se percepisci un’emozione o una sensazione fisica, descrivila: Dove la senti nel corpo? Che forma ha? Che colore, peso o consistenza ti viene in mente? Scrivi tutto, senza trattenerti. Concediti lo spazio per esprimere ciò che senti.
  6. Quando senti di aver tirato fuori abbastanza, chiudi di nuovo gli occhi e torna al tuo respiro senza il desidero o l’intenzionalità di modificarlo, ma semplicemente ascoltandolo. Lascia che il respiro ti guidi per ricentrarti.
  7. Prendi poi un momento per rileggere ciò che hai scritto, senza giudizio, semplicemente osservando e chiediti: “C’è qualcosa in tutto questo che posso lasciare andare?”
  8. Scrivi una frase di congedo. Può essere qualcosa come: “Lascio andare questa paura.” “Lascio andare il bisogno di controllare tutto.” “Lascio andare questa aspettativa.”
  9. Se ti va, strappa il foglio o piegalo e mettilo da parte, come gesto simbolico per lasciar andare quei pensieri e quelle emozioni.
  10. Infine, resta qualche istante in silenzio. Respira profondamente e osserva quello che ora c’è dentro di te, senza forzare nulla.

Il pieno potere personale

Dentro di noi risiede un potere straordinario: quello di riappropriarci della nostra integrità e di diventare consapevoli di ciò che ci muove e si muove dentro di noi.

È proprio questa consapevolezza che ci permette di vivere con maggiore autenticità e leggerezza.

Se ti piacciono contenuti come questo, o hai domande, riflessioni o esperienze da condividere, scrivile nei commenti.

Sarò felice di leggerti e di risponderti con piacere 😊

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10 risposte

  1. “Lascio andare il bisogno di controllare tutto.” frase cosi potente… Grazie sei arrivato diritto e al momento giusto

  2. Grazie Luca. Sono sempre molto utili le tue condivisioni. Per me sono uno stimolo ad approfondire l’osservazione delle mie sensazioni,dei miei pensieri. Sono una grande esperta dell’attaccamento!!! È un tema che sento importante ma poco esplorato. Dovrò dedicarci un bel po’ di tempo. Grazie ancira

    1. ahahaha ti capisco molto Ivana anzi, se vuoi unirti al gruppo degli Apprendisti Meditatori basta che mi scrivi che ogni lunedì sera ci incontriamo per “osservare” insieme 😉

  3. Grazie per questa riflessione e questo esercizio 🙏🏻
    In merito al lasciar andare volevo condividere il fatto che ho scritto una canzone al riguardo.. se vi fa piacere vi lascio il link così che possiate ascoltarla come ulteriore aiuto in questo allenamento sul lasciar andare ciò che ci appesantisce e ci blocca 🙏🏻

    https://youtu.be/4YuKzFk-Zec?si=qCpr5vzQKZ4R9PBu

    Grazie✨

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