Mentre scrivo questo articolo sono al ritiro del Filo d’Oro e vorrei riprendere il tema di un post pubblicato qualche giorno fa.
La morte 🌶️
Eh lo so, magari stai pensando:
“Ma proprio di lunedì dovevi tirare fuori il tema della morte? Non bastava già uscire dal letto?”
Ebbene sì, perché paradossalmente parlare di un tema così “pesante” può aiutarci a prendere con più leggerezza ogni piccola sfida quotidiana, ogni inciampo che la vita ci mette sul cammino… persino il lunedì mattina.
E perché abbiamo così paura della morte?
Ci sono tanti perché:
Perché rappresenta l’ignoto, perché c’è una parte di noi che teme di non aver vissuto appieno, perché ci rende vulnerabili, perché ci spaventa il distacco e la sofferenza, ma anche…
Forse, in fondo, perché abbiamo paura di vivere davvero.
Di fare delle scelte scomode.
Perché sì, spesso ci dimentichiamo che abbiamo una data di scadenza. Siamo, in un certo senso, degli yogurt che camminano.
Accettare questo ci costringerebbe a fare i conti con ogni minuto sprecato, ogni scelta mancata e ogni sogno abbandonato a impolverarsi nel cassetto, proprio accanto ai calzini spaiati.
La “Sorella Morte”, come la chiamava San Francesco, ci spaventa perché ci mette davanti a quella domanda che ci tormenta:
“Ma io, sto davvero vivendo o mi limito a scaldare la sedia?”
Avere paura della morte è un po’ come evitare lo specchio al mattino:
riflette tutto quello che ancora non abbiamo osato fare, dire, essere.
Per questo la morte è la maestra suprema del lasciar andare.
Ci ricorda che nulla dura per sempre, e ci insegna a liberarci da ciò che ci trattiene: dalle paure, dai rimpianti, dalle aspettative altrui.
Se riusciamo a far pace con l’idea della fine, possiamo iniziare a lasciare andare con più leggerezza anche tutto ciò che appesantisce la nostra vita.
Insegnandoci a lasciar andare, la morte ci invita a vivere più leggeri, senza accumulare rancori o attaccamenti inutili. E in questo lasciar andare quotidiano, paradossalmente, scopriamo la vera libertà.
Viviamo più intensamente, perché comprendiamo che l’unico vero possesso che abbiamo è il qui e ora.
Perchè vivere davvero richiede il coraggio di non rimandare, di affrontare i nostri limiti e di accettare che, sì, siamo qui solo per un attimo.
Allora, come possiamo vivere questo attimo al meglio?
Ecco qualche idea così a caso
- Prendi una decisione che rimandi da troppo: Anche se è una piccola scelta come togliere quel vaso orribile dalle scatole. Ogni piccola decisione rafforza la nostra capacità di vivere in modo autentico.
- Passa più tempo con le persone che ami: Organizza un pranzo (dove non devi cucinare tu), una telefonata, un momento di qualità con chi ti sta a cuore. Alla fine, sono questi momenti che lasciano un segno, molto più dei trofei o dei successi.
- Rischia e metti in conto che ci sarà qualche caduta: Non importa se cadi o sbagli. Prova qualcosa di nuovo, che sia viaggiare da solo, cambiare lavoro, o dire qualche no. Buttarsi senza la paura di fallire è uno dei modi più genuini per vivere pienamente.
- Scrivi un diario delle tue giornate: Non solo quello che fai, ma come ti senti e cosa impari. Anche se non lo rileggerai mai, comunque lo scrivere ti aiuterà a vedere ciò che senti da un punto diverso.
- Prenditi del tempo per te stesso ogni giorno: Anche solo 3 minuti. Fermati, respira, senti dove sei, cosa provi, cosa desideri davvero.
In fondo, la vita non è così tanto diversa da una danza:
la perfezione non conta, conta l’energia, l’entusiasmo e la voglia di buttarsi.
Magari ci sarà qualche passo falso, ma alla fine… chi può dire che anche in quegli sbagli, non eravamo pienamente noi?



8 risposte
Grazie Luca,per me è più l’ansia e lo stress ( ho accanto un compagno che da 5 anni vive una depressione grave…)che non l'”idea”della morte.In questa esperienza che sto cercando d’affrontare,sto imparando proprio la bellezza di un cielo nitido al mattino e lo scodinzolare del canino vecchietto che è ancora con noi…I tuoi stimoli sono molto utili,aiutano a sentirsi vivi nonostante ciò che il contesto rimanda…Sento che ha a che fare con il limite di una sopportabilita’ che deve avere dei confini per non soccombere…In più si connettono tutti gli altri aspetti della vita ed è proprio un nostro compito precipuo quello di stare il più possibile nella gioia semplice,non chiudersi,anzi” allargarsi”…fare spazio.Esiste quindi davvero una morte nella vita…ed ha volte ci penso,per me,come ad una liberazione piena di luce e riposo
Grazie Paola per aver condiviso una parte così profonda e delicata del tuo percorso. Stai affrontando una situazione che richiede una forza immensa, e la tua capacità di trovare bellezza nelle piccole cose, come il cielo del mattinoe questo è un atto di pura resilienza. Hai già capito qualcosa di essenziale: imparare a tracciare quei confini di sopportabilità per proteggere la tua energia e trovare una gioia semplice, espandendo il cuore invece di chiuderlo ❤️
Sono temi sui quali sto riflettendo molto negli ultimi anni…vorrei averlo fatto prima ,da giovane, avrei vissuto, amato in maniera diversa.
Grazie delle tue condivisioni ,sono sempre preziosi spunti di crescita.
Non è mai troppo tardi secondo me Silvia per riflettere e crescere, davvero. Ogni momento della vita ha la sua saggezza, e anche se avremmo voluto fare certi passi prima, forse è proprio adesso che siamo pronti a comprenderli davvero.
Le tue riflessioni sono un segno di grande apertura e volontà di trasformazione, e questo è un dono che non ha età. Non importa quando iniziamo a guardarci dentro, l’importante è farlo – e tu lo stai facendo con una profondità che tanti cercano per una vita intera ❤️
Ciao Luca grazie, io da due anni vivo nell’ignoto, perché ho lasciato un lavoro sicuro che non mi faceva star bene (dopo 22 anni) e lasciato un uomo che amavo follemente ma mi tradiva da anni. Ho creduto di esser stata forte e aver fatto scelte coraggiose x essere più vicina alla mia vera Essenza e invece sono cresciute le paure e quella della morte è una delle più forti. È vero forse è paura di non aver vissuto ma se davvero siamo qui solo x un attimo come si fa a non aver paura della fine? Come si fa a non aver paura del fallimento sapendo che non avremo un’altra occasione? Scusa se le mie parole sono sfiduciate ma sono già oltre la metà della mia vita e x molti versi sento già di averla in gran parte “sprecata”. Se non siamo solo un corpo e la nostra Anima non muore e nell’essenza siamo Luce e Amore perché dovremmo preoccuparci di essere qui solo x un “attimo”? Sono contraddizioni che non mi lasciano in pace.
Un abbraccio
Stefania
Grazie Stefania per aver condiviso una parte così intima e intensa del tuo percorso. Hai affrontato scelte davvero profonde, lasciando andare ciò che non ti nutriva più, e questo richiede una forza immensa, anche se ora ti trovi a fare i conti con dubbi e paure. E non c’è nulla di sbagliato in questo, anzi, fa parte del viaggio verso la nostra vera Essenza.
La paura della morte, del fallimento, del tempo che scorre… sono paure universali, e le tue domande toccano corde profonde, che tutti prima o poi sentiamo vibrare. Forse, più che liberarci totalmente dalla paura, possiamo provare a farle spazio, a vederla come parte di questo “attimo” prezioso che ci è dato. E ricordarci che ogni giorno può essere una nuova possibilità, non tanto per fare di più, ma per essere di più, in sintonia con chi siamo davvero, senza rimpianti e con la compassione verso noi stessi per le scelte fatte o non fatte.
Anche solo il fatto che ti poni queste domande mostra che non hai “sprecato” niente; stai vivendo, nel modo più autentico possibile. Ti mando un abbraccio grande
Carissimo , grazie per le tue parole . Io sto vivendo la morte di mio figlio e proprio questa mattina , mi fermo a leggere il tuo messaggio . In questo immenso dolore che fa comunque parte della mia vita , e che voglio e devo abbracciare, come dice Tich Nat Han, ti ringrazio
Cara Simonetta,
non ci sono parole che possano davvero rispondere a un dolore così profondo, ma ti ringrazio per aver condiviso con me questo momento. La tua forza nel voler abbracciare un’esperienza così devastante, come dice Thich Nhat Hanh, è una lezione di vita che tocca profondamente.
Sono onorato che le mie parole abbiano trovato spazio nella tua giornata, e sappi che, anche da lontano, ti sono vicino con tutto il cuore. Ti auguro di trovare piccoli momenti di respiro e pace ❤️